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La mia stirpe Garzanti ed. Aprile 2011, pagg. 151, euro 14,60 |
La mia stirpe è il racconto
dell’immortalità attraverso la specie: il protagonista
sente che, quando non ci sarà più, la nipotina
che ora tiene in braccio lo farà rinascere, ma sente
anche di essere stato presente, prima di nascere, nell’amore
tra il ragazzo e la ragazza che saranno i suoi genitori. È
l’amore del primo Novecento, quando la ragazza temeva
di restare incinta per il bacio di un uomo.
Ereditando le vite dei padri, il figlio eredita il dovere di
realizzarne le missioni incompiute: vendicarsi per quel che
han patito nella prima e nella seconda guerra, qui rievocate
per squarci fulminei e potenti, e arrivare a un contatto con
la più alta istituzione della Terra, custode e garante
della verità in cui credono. È la loro «gita
al faro», l’impresa che dà un senso all’esistenza.
Il padre e suo padre non ci sono riusciti. Ora tocca al figlio.
L’incontro col successore di chi ha portato la verità
sulla Terra avviene davanti al Giudizio Universale di Michelangelo
e trova le parole umili e commosse delle grandi narrazioni mistiche.
