(A cura dell'Ufficio Stampa Garzanti)
Ferdinando Camon è nato in un piccolo
paese di campagna, in provincia di Padova, presso Montagnana,
cittadina chiusa da una perfetta cinta di mura (Castellani vi
ha girato il film "Romeo e Giulietta") che risale ai tempi del
tiranno Ezzelino, prima di Dante. Di questo paese non ha mai
indicato il nome. Aveva dieci anni quando la guerra finì,
e dunque fece in tempo a imprimersi nella memoria rastrellamenti
e bombardamenti: c'era un grande olmo nella campagna paterna,
e lui vi saliva sopra per osservare le battaglie aeree tra i
caccia tedeschi e le Fortezze Volanti americane, o la cattura
dei partigiani da parte delle SS: fu così che vide un
suo parente, membro di una squadra della brigata partigiana
Garibaldi, mentre si arrendeva in un campo di frumento incendiato:
aveva la pancia segata da una raffica, per la ferita uscivano
le viscere, e lui se le reggeva con le mani (Camon ne parlerà
in una poesia de Liberare l'animale, 1973, e nel romanzo
Mai visti sole e luna, 1994). Gli abitanti della campagna
("uomini, angeli, diavoli, animali") sono i protagonisti dei
suoi primi due romanzi, Il quinto stato e La vita
eterna, pubblicati nel 1970 e '72. Questi due romanzi furono
poi oggetto di una lunga riscrittura, terminata nel 1988: sicché
la loro stesura definitiva ha richiesto un quarto di secolo.
Questa riscrittura si era resa necessaria perché man
mano che i due libri venivano tradotti nel mondo, e che le vicende
che essi raccontano si allontanavano nel tempo, l'autore sentiva
pacificarsi il suo rapporto con quelle storie, che nella prima
stesura gli risultava sofferente e sovraccarico. Il quinto
stato uscì in Italia con una appassionata prefazione
di Pier Paolo Pasolini, e fu subito tradotto in Francia per
iniziativa di Jean-Paul Sartre e in Unione Sovietica da Gheorgi
Breitburd, che a metà del lavoro scende a Venezia, insieme
con Ajtmatov, per un incontro con l'autore. Breitburd, che s'era
poi ritirato in una dacia per tradurre La vita eterna,
morirà a metà di questo lavoro, che sarà
perciò terminato da Julia Dobrovolskaja. Tra i due romanzi
Camon interpose le poesie Liberare l'animale (premio
Viareggio 1973). Imprevisto, e come elaborazione di un lutto,
pubblica nel 1978 Un altare per la madre: esaltazione
di un Cristianesimo mistico ed originario, questo romanzo (premio
Strega) si diffonde nel mondo e specialmente nei paesi comunisti.
La RAI, Radiotelevisione Italiana, ne ricava un film con Angela
Winkler e Franco Nero. Un altare per la madre ebbe una
gestazione lunga, e fu riscritto diciannove volte: ma la stesura
mandata in stampa non fu la diciannovesima, ma la terza, anche
per scelta dell'editore Livio Garzanti. I tre romanzi furono riuniti
nel "ciclo degli ultimi", perché con essi Camon si accorse
di aver descritto la fine di una civiltà, la civiltà
contadina: questa fine era stata chiamata, da un poeta francese
(Charles Péguy), «il più importante avvenimento
della storia, dopo la nascita di Cristo». Geno Pampaloni,
illustre critico letterario italiano del secondo Novecento,
inserendo questi romanzi nella "Storia della Letteratura Italiana
diretta da Emilio Cecchi e Natalino Sapegno", scrive: «Tre
libri che sentiamo radicati come pochi altri nella cultura dell'ultimo
ventennio». Il "New York Times" parlava di «A scene
like a Bruegel canvas», la "Frankfurter Allgemeine Zeitung"
di «Ein Epitaph, ein Requiem für die Letzten»,
"Le Nouvel Observateur" scriveva: «"La vie éternelle"
est le livre d'un Lévi-Strauss qui aurait prêté
sa plume à Faulkner». Raymond Carver, il padre dei
minimalisti americani, definiva Un altare (che in America
si intitola Memorial): «A sublime work of art»,
e in Francia l'"Express" terminava la recensione avvertendo:
«Attention: chef-d'oeuvre». In Italia, la rivista
"Letture" lo definiva: "Un libro meraviglioso, un libro sacro".
Avendo cominciato dunque con la ricognizione di una crisi (la
crisi della civiltà contadina), Camon prosegue come descrittore
di altre crisi: col "ciclo del terrore" (Occidente, Storia
di Sirio) racconta quella crisi che si chiama "terrorismo",
e col "ciclo della famiglia" (La malattia chiamata uomo,
La donna dei fili) la crisi che porta in analisi. La
malattia chiamata uomo (titolo francese: La maladie humaine)
viene rappresentata per quattro anni consecutivi al teatro "L'Aquarium"
di Parigi.
La particolare funzione che Camon attribuisce alla scrittura
(la scrittura è rivelazione, quindi un merito, ma anche
un tradimento, e più esattamente una delazione, quindi
una colpa) fa sì che ogni ciclo romanzesco provochi delle
reazioni: per il "ciclo degli ultimi" s'interrompe ogni rapporto
con i paesi d'origine, che non volevano esere descritti per
quel che erano, e con La vita eterna (diventata un best-seller
in alcuni stati, tra cui la Germania, dove fu per dieci mesi
consecutivi nella lista dei libri raccomandati dalla critica)
ottiene l'apertura di un processo contro l'SS che nel libro
è l'"eroe negativo", e che mantiene lo stesso nome (Lembke)
che aveva nella realtà: il libro è assunto come
"documento a carico" dalla Procura della Repubblica di Verona,
ma quell'SS muore d'infarto alla vigilia del processo. Al quotidiano
francese "Libération" l'autore dichiarerà di sentire
quel libro «come un colpo di fucile, sparato dall'Italia
alla Germania, per colpire al cuore un nemico della [sua]
gente». Alla pubblicazione di Occidente fan seguito
le reazioni di gruppi terroristici: all'autore vien distrutta
l'auto, e per mesi gli vengono recapitate nella cassetta postale
delle piccole bare, col suo nome scritto sopra. L'autore ebbe
per lunghi periodi la casa e il telefono controllati, su sua
richiesta, dalla polizia. Quando Occidente vien ridotto
a film dalla RAI, l'autore abbandona la sua città, con
tutta la famiglia; anche la troupe, che aveva cominciato a girare
a Padova, è costretta a trasferirsi altrove (il film
sarà terminato a Ferrara). Contro il film sporge denuncia
il terrorista "nero" che si riconosce come protagonista. Ma,
condannato all'ergastolo, perde i diritti civili, e il processo
non ha luogo. Successivamente riabilitato, con piena assoluzione,
chiede a Camon un incontro chiarificatore, da pubblicare. Il
colloquio, di un'intera giornata, è pubblicato nel volume I miei personaggi mi scrivono: si conclude con Camon
che domanda al suo "personaggio" in che cosa consista la sua
innocenza, e quello risponde che «è innocente non
colui che è incapace di peccare, ma colui che pecca senza
rimorsi». Camon ritiene che con quelle parole il terrorista
volesse affermare: «Sì, sono stato io, ho fatto
la strage: ma possiedo un sistema morale in grado di giustificarmi».
Sul problema della "colpa" Camon ha dialogato con Primo Levi,
superstite di Auschwitz: ne è nata la Conversazione
con Primo Levi, conclusa poco prima del suicidio (ma Camon
non crede che si tratti di suicidio) di Levi. La tesi di Camon
è che lo Sterminio coinvolga una responsabilità
più grande di quella affermata da Levi, il quale adotta
una concezione "eroica" della storia, per cui la storia è
fatta da pochi, i Napoleoni che galleggiano come sugheri sulla
volontà dei popoli; Camon pensa che l'eliminazione degli
ebrei sia stata l'atto finale di un plurisecolare processo di
rigetto, che ha il suo nucleo originario nel cuore stesso del
Cristianesimo, che non permetteva alcun rapporto con i "diversi"
se non finalizzato alla loro conversione: nella concezione cristiana
del "bene" stava in realtà la radice di una immensa colpa
storica. Col Canto delle balene (1989) Camon inaugura
un nuovo ciclo, e lo chiama "ciclo della coppia": in questo
primo romanzo racconta come la coppia si costruisca attorno
ai proprî segreti, e come, con la violazione di quei segreti,
si dissolva. Ma il libro vuol essere anche una "epigrafe" su
una generazione, la generazione dei cinquantenni, un compendio
delle sue grandezze e dei suoi delirî: la psicanalisi
di massa, il culto dell'India, la mancata rivoluzione, l'invenzione
di un nuovo Dio, e la tardiva riscoperta dei sentimenti e del
sesso. Nel 1991 esce il romanzo Il Super-Baby, storia
del parto visto dal nascituro (tutto il tempo del romanzo coincide
col tempo pre-natale) e dal maschio: con soggezione e, avvertibile
in ogni pagina, con rancore. La moglie (la "nuova donna") vuole
infatti partorire un genio, e perciò porta a scuola il
bambino nei nove mesi prima che nasca: il marito (il "vecchio
uomo") la accompagna e la spia, ammirato e costernato. Fino
al drammatico risultato finale. Nel 1993, mezzo secolo esatto
dopo le vicende raccontate nella Vita eterna, un soldato
tedesco torna nei paesi veneti dove aveva partecipato alle rappresaglie
che avevan seminato 56 cadaveri in una decina di mesi: vuol
essere festeggiato, contando sull'oblio delle vittime. L'incontro
con questo soldato riporta Camon alla rievocazione della guerra
e alla denuncia dei colpevoli che si sono costruiti una biografia
innocente: nasce il romanzo Mai visti sole e luna (1994).
Nel '96 pubblica La Terra è di tutti, sul tema
dello scontro di civiltà che si svolge nelle città
occidentali, sotto l'urto delle ondate migratorie dall'Asia
e dall'Africa. Nel 1999 Camon ritorna alla campagna e alla poesia,
con la raccolta Dal silenzio delle campagne, in cui rievoca
la ricchezza cattolico-pagana della civiltà contadina
del dopoguerra, e l'amorale oblio della campagna di oggi, protesa
alla ricchezza, dimentica del suo passato grandioso, delle violenze
patite nell'occupazione, le rappresaglie e le stragi, e popolata
di mostri, parricidi, serial-killer, mercanti di donne, drogati
e spacciatori. Per quattro anni viene eletto presidente degli
scrittori italiani associati nel Pen, e come tale inoltra all'Accademia
di Svezia la candidatura al premio Nobel per la Letteratura
di scrittori italiani, uno all'anno: Mario Rigoni Stern, Antonio
Tabucchi, Andrea Zanzotto e Alda Merini. Nel 2004 esce il breve
romanzo La cavallina, la ragazza e il diavolo, che finalmente
instaura un rapporto felice, gioioso, nostalgico con il mondo
della campagna e i suoi abitanti, e lancia il messaggio che
bisogna fare quel che è giusto, avvenga quel che può:
ognuno avrà il premio che si merita, e se l'astuzia o l'iniquità
glielo toglie, gli sarà restituito. Nel novembre del 2006 Camon ha riunito in un volume ("Tenebre su tenebre") una lunga serie di pensieri, ragionamenti, analisi, ricordi, scritti nel corso degli ultimi 12-15 anni a ridosso delle vicende più importanti della storia e della cronaca: guerre, stragi, encicliche, processi, omicidi, suicidi, insomma i fatti che cambiano la nostra vita. Alla fine del 2009 ha pubblicato da Garzanti il testo-base di una lunga conversazione che tiene da vari anni nelle scuole, su incarico del Ministero, sul problema della droga: il libretto ("Figli perduti. La droga discussa con i ragazzi", 96 pagine)è una narrazione della vita dei giovani, dei luoghi di divertimento, discoteche, sabati sera, viaggi, amori, sesso, pericoli, esperienze e rischi, a volte volontari, più spesso inconsci. Il libro ha la forma del dialogo, domande e risposte tra professore e studenti, con assoluta franchezza da una parte e dall'altra. Camon scrive regolarmente
su giornali italiani, "La Stampa", "L'Unità", "Avvenire",
i quotidiani delle Venezie del gruppo "Repubblica-Espresso",
a volte su "Le Monde" (Parigi) e su "La Naciòn" (Buenos
Aires). Ha due figli maschi: il primo, Alessandro, vive a Los
Angeles, dove produce film, il secondo, Alberto, vive a Bologna,
dove insegna Procedura Penale.
Biografia breve
Ferdinando Camon è nato nel 1935 in un piccolo paese della campagna veneta. Il suo primo romanzo uscì in Italia con una appassionata prefazione di Pier Paolo Pasolini, e fu subito tradotto in Francia per interessamento di Jean-Paul Sartre. Camon si definisce un "narratore della crisi": ha raccontato la crisi e la morte della civiltà contadina (nei romanzi: Il quinto stato, La vita eterna, Un altare per la madre, premio Strega, Mai visti sole e luna; e nelle poesie Liberare l'animale, premio Viareggio, e Dal silenzio delle campagne), la crisi che si chiamò terrorismo (Occidente), la crisi che porta in analisi (La malattia chiamata uomo, La donna dei fili, Il canto delle balene), e lo scontro di civiltà, con l’arrivo degli extracomunitari (La Terra è di tutti). I suoi romanzi più recenti sono La cavallina, la ragazza e il diavolo (premio Giovanni Verga) e La mia stirpe (2011, premio Vigevano–Mastronardi). E’ tradotto in ventidue paesi. Le sue opere sono pubblicate anche in edizione per ciechi, in Italia e in Francia. In Francia, Gallimard ha tradotto tutta la sua opera narrativa, e le poesie Dal silenzio delle campagne
Editore italiano:
Garzanti, Milano
Principali editori stranieri:
Argentina, Messico e Spagna, edizioni Losada, Buenos Aires;
Brasile e Portogallo, editore Rocco, Rio de Janeiro;
Bulgaria, edizioni Narodna Kultura, Sofia;
Cile, edizioni Losada;
Croazia, edizioni Durieux, Zagabria;
Egitto, Sharquiat Editions, El Cairo;
Francia e Canada, editore Gallimard, Parigi (tutte le opere,
in 12 volumetti);
Germania, edizioni Volk und Welt, Berlino;
- edizioni Steinhausen, Monaco;
- editore Fischer, Francoforte;
- editore Piper, Monaco;
Giappone, Eureka, Tokyo;
Grecia, editore Roes, Atene;
- editore Zacharopoulos, Atene;
Inghilterra, edizioni Quartet Books, Londra;
Lettonia, ed. Astra Smite, Sigulda;
Olanda, edizioni De Arbeiderspers, Amsterdam;
- edizioni Meulenhoff, Amsterdam;
Polonia, edizioni PIW, Varsavia;
- edizioni KIW, Oswiecim-Auschwitz;
Romania, edizioni Univers, Bucarest;
Russia, edizioni Progress, Mosca;
Spagna, edizioni Seix y Barral, Barcellona;
- edizioni Anaya y Muchnick, Madrid;
Svezia, ed. Carlsson, Stoccolma;
Turchia, Inkilap, Istanbul;
- edizioni Kara Kutu Yayinlari, Istanbul;
Ungheria, edizioni Magvetö, Budapest;
- edizioni Europa, Budapest;
USA, edizioni Marlboro, Vermont;
- edizioni Northwestern, Illinois
Edizione per ciechi:
in Italia:
"Un altare per la madre""La donna dei fili"
"La malattia chiamata uomo"
"Occidente"
"Storia di Sirio"
Biblioteca Nazionale per i Ciechi, Monza (Milano);
in Francia:
"La terre est à tous"
Association pour le bien des Aveugles, Paris.