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Dialoghi con i lettori (ultime lettere)
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Sostituiamo le stelle con le lampade al neon
5 febbraio 2012
Caro prof.Camon,
"Sui campi e su le strade,
silenziosa e lieve
volteggiando la neve cade"
Adolescente,rammento una mattina di oltre mezzo secolo fa.Con mia
madre e altre donne e ragazzi,ero andato a fare la cicoria in un prato
situato in una zona panoramica ,alla periferia del mio
paesello.Improvvisamente da oriente sopraggiunsero folate di vento
accompagnate da una fitta cortina, che dapprima sembrò agli occhi
stupiti una fitta nebbia,ma fu un attimo...E il prato divenne una
distesa di candida neve.Fu una grande nevicata e il mio paese rimase
completamente isolato per una ventina di giorni.Mancò la corrente
elettrica e nessuno poteva arrivare o partire;non ci furono proteste o
recriminazioni.Nelle case riapparvero i lumi a petrolio,che insieme alle
candele fecero luce.Nelle vie ci fu una grande animazione con torme di
ragazzi e adulti che si tiravano palle di neve. E nelle osterie
ritornarono i canti della grande guerra e si giocava allo schiaffo del
soldato. I giovani andavano a veglia dai contadini illuminando i
sentieri con un tizzone ardente...
Oggi, dopo una trentina d'anni è riapparsa la bianca fata ed io
affacciandomi sul balcone di casa ho gridato: "nevica,nevica,come è
bella neve!" Alcuni vicini hanno borbottato:"E'matto,ora gelerà e non ci
potremo muovere liberamente,c'è il rischio di scivolare e rompersi il
collo;speriamo che sia lui a cadere ,così imparerà a chiamare la neve!"
E'proprio vero,l'uomo di oggi odia la neve e tutta la natura:il bosco,la
volpe,il lupo.Da tempo ha disertato la campagna preferendo vivere in
enormi agglomerati,in mezzo alla confusione,al rumore,respirando aria
malsana.Se potesse,abolirebbe il buio,il caldo e il freddo delle
stagioni.E sostituirebbe le stelle con le lampade al neon.Piero Antonini <panto.torre@libero.it>
Non sopportiamo né l'estate né l'inverno
3 febbraio 2012
è proprio vero: l’uomo moderno vuole un mondo s-naturato, un mondo in cui tutto sia piegato ai suoi desideri, nel controsenso tipico che ha nei confronti della neve. Qui in pianura no, perché rende difficile il traffico, è un ostacolo all’affannosa corsa quotidiana. In montagna sì, perché serve per sciare, perché fa atmosfera, fa colore. E’ un po’ come quel contadino che ogni mattina si alza e guarda il cielo, poi dice: ecco se piovesse sul campo di mais, ma solo su quello, sarebbe l’ideale.
Nel suo delirio di onnipotenza l ’uomo pretende di sottomettere ogni cosa, soprattutto la natura, dimenticando che lui è parte della stessa.
Ricordo che quand’ero ragazzo nevicava, e molto più di adesso, ma nessuno faceva una tragedia, perché era del tutto naturale, anche se certo poteva dar fastidio, come il sole a picco d’estate o il vento di marzo.
Ora no, la neve è una calamità, pochi centimetri e tutto va a rotoli, richiamando l’uomo a quella dimensione che gli è propria e sulla quale si è artificiosamente illuso di costruire un’immagine di essere superiore.
Lasciamola cadere, ascoltiamo il silenzio di un paesaggio innevato, respiriamo a pieni polmoni la magica atmosera della natura, rallentiamo un po’ il ritmo e ritroviamo noi stessi, esseri meno superbi, ma consapevoli che non esiste una guerra fra noi e la natura, perché noi siamo la natura.
Renzo Montagnoli <rmontagnoli@alice.it>
Lo Sterminio degli ebrei e gli altri stermini
30 gennaio 2012
Ricordare. Non soltanto l'Olocausto ...
Gentile Camon,
ho trovato interessante e condivido l’analisi delle ideologie pregresse che hanno portato allo sterminio degli Ebrei, giustamente ricordato ogni anno il 27 gennaio, chiamato “Giornata della Memoria”: perché tutti sappiano, si documentino, assumano piena consapevolezza della barbarie dell’Olocausto.
Eppure si dimentica (Lei fa un rapido accenno) il genocidio degli Armeni, avvenuto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: non riconosciuto da numerose Nazioni (il negazionismo è un vizio duro a morire quando si parla di migliaia o di milioni di vittime), è stato riconosciuto dall’Italia e da un’altra ventina di Paesi.
È tuttora controverso l’ammontare dei morti: 950 mila secondo i Turchi, che tendono a minimizzare; tre milioni e mezzo secondo gli Armeni, che si dice esagerino.
Verrebbe da dire che non conta il numero delle vittime, conta l’atto commesso. Contano entrambi, perché parliamo di vite umane e il numero assume un peso rilevante; conta l’atto, segno di inciviltà, di non rispetto per il sacro valore della vita.
Eppure si dimentica la recente pulizia etnica nella ex-Jugoslavia: secondo i dati diffusi dall’Alto Commissariato ONU all’inizio del 1995, sono state rinvenute 187 fosse comuni, contenenti ciascuna dai 3000 ai 5000 cadaveri; 962 campi di prigionia con mezzo milione di detenuti; migliaia di civili uccisi, dei quali 16.000 bambini; stupri e torture a migliaia; milioni di profughi.
Eppure si dimenticano i genocidi in Cambogia e in Rwanda; le stragi in Guatemala, &hellip
Dovremmo ricordare di più, purtroppo. Purtroppo: se esiste la “Giornata della Memoria” è perché milioni di innocenti hanno perso la vita. Purtroppo ricordiamo e commemoriamo soltanto l’Olocausto: giustissimo, legittimo, doveroso farlo, come ho affermato inizialmente.
Ma la Storia dell’Umanità ha conosciuto – ancora purtroppo - altri genocidi che nessuno o pochi ricordano.
Cordialmente
Ines Desideri ines.desideri@email.it
RISPOSTA: La questiione è, da sempre, se lo sterminio degli ebrei sia uno dei tanti stermini (popoli distrutti per impossessarsi delle città, delle case, del territori, o per punizione, in quanto alleati del nemico, o perché nemici di fede o altro) o sia da considerarsi un "unicum", imparagonabile: un popolo distrutto perché non aveva diritto di esistere, distruggendo quel popolo si purificava l'umanità. Prevale, in pressoché tutti gli storici, la tesi dell'unicità.
REPLICA: La tesi dell'unicità e il pensiero di Amira Hass
"Un tale dissanguamento non ha precedenti nella storia europea; l'impresa nazista è stata unica nel suo stesso principio" scrisse nel 1951 Léon Poliakov nel libro “Il nazismo e lo sterminio degli ebrei” .
Gli storici della Shoah difendono la tesi dell’unicità dell’Olocausto, basandosi su considerazioni ben note agli studiosi, ma non da tutti condivise.
Nel marzo 2005, la giornalista ebrea Amira Hass scrisse su “Internazionale” (n. 582): "Non ho guardato alla televisione la cerimonia per l’inaugurazione del nuovo museo dell’Olocausto a Gerusalemme. Per quanto potesse essere commovente ascoltare testimonianze così simili a quelle dei miei genitori, ho preferito vedere un film. Non volevo assistere al modo in cui lo stato di Israele ha sfruttato la storia della mia famiglia e del mio popolo per una grande campagna di pubbliche relazioni &hellip la morte di sei milioni di ebrei è la più grande risorsa diplomatica di Israele”.
Mi sembra che l'inquietante dichiarazione rilasciata da Amira Hass sia in contrasto con la tesi dell’unicità dell’Olocausto sostenuta anche da Poliakov, unicità che spiegherebbe la ragione per cui sia celebrata soltanto la memoria dello sterminio degli Ebrei.
Cordialmente
Ines Desideri ines.desideri@email.it
Razzismo anti-italiano dei tedeschi. Cosa direbbe Goethe?
28 gennaio 2012
Caro Prof.Camon,
L'Olocausto non sarebbe stato possibile-come Lei ha scritto-se non ci
fosse stata l'enunciazione "Potete vivere in mezzo a noi,a patto che
diventiate come noi"e successivamente "Non siete diventati come
noi,andate a vivere da un'altra parte".Questo modo fascista di pensare è
ancora attuale e non solo per quello che ha fatto e cantato il console
italiano,ma basta andare in mezzo alla gente comune,frequentare i
pubblici locali:"gli zingari,i rom non vogliono vivere come noi?Allora
cacciamoli fuori ,mandiamoli altrove..."Riguardo l'incredibile articolo
del giornale Der Spiegel sugli italiani-schettini,mi sono ricordato
della condanna emessa da un grande tedesco,Goethe:"ho spesso provato
una amara tristezza nel pensare al popolo tedesco,un popolo così degno
di stima nei singoli individui e così miserabile nel suo insieme".E
chissà cosa avrebbe detto il grande Poeta ,se avesse conosciuto Hitler e
i nazisti?Der Spiegel non conosce la terra dove crescono i limoni e
sporca i propri fogli con tiritere trite e ritrite,ormai obsolete,ma
sempre care e proprie a certe menti limitate.L'ignoranza genera il
razzismo e così il giornale teutonico se la prende anche con
Napoli,ignorando che i napoletani cacciarono a sassate i guerrieri
teutonici che avevano i panzer, durante le quattro memorabili giornate
del 1944.La memoria è labile e sono tanti i soggetti che ignorano il
passato.Mi auguro che non siano condannati a riviverlo.
Cordialmente Piero Antonini <panto.torre@libero.it>
Gli Stermini si ripetono: era meglio se Hitler sterminava nostri meridionali
28 gennaio 2012
Caro Camon,
come sempre, molto belle e toccanti le sue parole, ma le ricordo due
cose che ha detto il Prof. Noam Chomsky della MIT (n.b. un ebreo
americano): che l’Olocausto non e’ altro che un modo di tener vivo lo
spirito di Israele e che i media americani (e non solo quelli) sono in
mano al lobby ebraico, ergo quello che leggiamo sara’ sempre “pro
Israele”.
Di libri di Chomsky ne ho letti finora solo 17 (e’ il mio “Dio” perche’
ritiene che gli USA, la SUA nazione, sia il piu’ grande stato
terroristico al mondo! 200.000 poveri guatemaltechi morirono in 40 anni
di guerra civile in Guatemala, una sanguinosa guerra iniziata con un
colpo di stato da parte della CIA!) e negli anni 80 l’ho avuto perfino
come “visiting professor” in Canada (dove ho vissuto per 30 anni, terra
anche dei primi veri genocidi, quello contro gli indiani, ma che al
resto del mondo interessa un bel niente perche’ per molti, gli indiani
erano persone “incivili”, quindi meritavano di essere sterminati, come
i poveri aborigeni dell’Australia!).
Per quanto riguarda l’Italia, guardiamoci attorno ai vari Augias,
Mieli, Mimum, Lerner e De Benedetti, TUTTI coinvolti nel mondo dei
media e TUTTI ebrei. Ergo, che immagine ed idea alle giovani
generazioni diamo di quello che e’ successo 70 anni fa nei campi di
concentramento e sterminio (ne ho visitati finora circa 9 dato che
porto il nome di mio zio che mori’ in un campo militare in Germania)?
Che morirono principalmente e SOLO ebrei (7.000 soldati russi morirono
a Buchenwald, dove sono stato, ma questo fatto, a quanti interessa?
Oppure quanti ragazzi sanno che i primi prigionieri ad Auschwitz NON
erano nemmeno ebrei. Erano prigionieri politici polacchi)!
La storia NON deve ripetersi e non dobbiamo dimenticare quello che e’
successo 70 anni fa? Stronzate: che dire di Srebrenica ed gli 8 mila
musulmani massacrati proprio qui e DI NUOVO in Europa, oppure quel
milione (“solo” un milione!) di tutsi massacrati dagli hutu in solo 10
giorni nel NON cosi’ lontano 1993 (erano perfino riusciti gli hutu a
battere il record dei Nazisti con i 6 milioni di ebrei, NON tutti
uccisi in solo 10 giorni)? I Caschi Blu comandati da un generale
canadese aveva le mani letteralmente legate dai suoi capi all’ONU a NY,
e dai loro capi, cioe’ i poteri a Washington, DC!
E che dire di ANCORA oggi quei gulag nella Corea del Nord, ma che
NESSUNO al mondo (e nemmeno i “protettori” cinesi) osano entrare nel
paese della dinastia Kim (dato che lui ha solo il 4° esercito piu’
grande del mondo) perche’ si rischierebbe probabilmente un catastrofe
nucleare planetaria (70 anni fa NESSUNO osava bussare alle porte di
Buchenwald, Dachau o Mauthausen per vedere che cosa combinavano le SS,
come nessuno 70 anni dopo, da Amnesty International in poi, osa entrare
nella Corea del Nord).
Le consiglio di leggere, se c’e’ anche in italiano, il libro di
Samantha Power, professoressa di diritti umani alla Harvard ed una
consigliere del Presidente Obama, “A problem from hell”. Per quel libro
di alcuni anni fa vinse il Premio Pulitzer. Non solo parla di come gli
USA si siano SEMPRE lavate le mani dei genocidi, compreso la Shoah, ma
come un certo Hitler disse: “Ma chi ancora oggi si ricorda del
genocidio degli armeni”?
I tedeschi sono contro i napoletani? Leggo da oltre 20 anni
l’Economist. Quando parla di crimine organizzato in giro per il mondo,
NON usa queste due parole ma la parola italianissima, “Mafia”!
Purtroppo, la Mafia non e’ solo il piu’ grande “export” italiano (e
pure quello piu’ famoso), ma e’ anche la vera rovina dell’Italia e
degli italiani all’estero (vada qualche decennio all’estero, e dopo che
la prenderanno continuamente per un mafioso, si renderà conto della
vera vergogna di quello che i meridionali hanno esportato in TUTTO il
mondo!). Talmente tanto che lei sa meglio di me che l’Ndrangheta non
e’ solo LA Mafia PIU’ potente al mondo, ma ormai e’ OVUNQUE, anche
nella citta’ in cui sono nato in Canada (Winnipeg).
Chissa’ se Hitler invece di sterminare gli ebrei non avrebbe fatto
forse meglio a sterminare qualche italiano, specialmente quelli del
sud? Razzista dira’ che sono? Se lei ha veramente le palle, vada giu’
a vivere e scrivere i suoi articoli contro la Mafia, e vediamo quanto
rimarrà in vita (ma NON lo fa perche’ ama troppo la vita!)…
Saluti,
Mario Giacomello <avecesaremoritur@aim.com>
PS Proprio il 27 gennaio Televideo ha riportato la notizia che l’Unicef
ha detto che finora 348 bambini, gli stessi di 70 anni fa nei campi di
morte, sono morti in Siria, per non parlare di circa 6.000+ adulti
siriani finora uccisi in quella crisi mediorientale. Secondo lei che
e’ cosi’ bravo con le parole (fiumi e fiumi ne scrive!), ma dov’e’ il
mondo ad impedire (un altro) massacro di gente innocente????? Dei
siriani, come degli ebrei, zingari, omosessuali, preti e circa 3.3
milioni di soldati sovietici morti nei campi nazisti, a NESSUN importa
un bel nulla!!! E’ solo un continuo bla, bla, bla (e SPECIALMENTE da
parte di voi giornalisti!!!).
Titoli sbagliati sui giornali
27 gennaio 2012
Gentilissimo Ferdinando, Le scrivo per complimentarmi dell'articolo
molto saggio e opportuno che Lei propone nella prima pagina del
Mattino di Padova. Sono Julio David Ibiriku, teologo attento alla
filosofia della storia e mi occupo proprio di questo tema. Il titolo ("Col razzismo combattiamo l'ignoranza") lo trovo totalmente sbagliato, capisco che cosa intende significare ma
purtroppo, se l'italiano non è una opinione, dice esattamente il
contrario. Ci vuole un contesto previo per sottointendere l'omissione
della proposizione subordinata. Chiunque legge quel titolo,
specialmente il lettore straniero, capisce giustamente il contrario
rispetto a quello che l'articolo propone, cioè: per combattere
l'ignoranza si propone il razzismo. Non è lecita altra
interpretazione. Chi fa i titoli al Mattino Le ha fatto un cattivo
servizio. Si difenda perché non è la prima volta! Mi complimento con
Lei sinceramente per il contenuto dell'articolo. Julio David Ibiriku <juliodavidib@gmail.com>
Razzismo dei tedeschi contro di noi
27 gennaio 2012
Sacrosanto e giustissimo il Suo intervento odierno . Tragico, allucinante, osceno invece, il dato del sondaggio tedesco sulla conoscenza di cos'e' stato , di cos'e' Auschwitz . Io non voglio stare in Europa insieme a questi giovani tedeschi !
E neppure insieme a tutta la loro nazione che li ha colpevolmente e subdolamente cresciuti nell'ignoranza dell' abominevole crimine commesso dai loro padri !
Cordialita'.
Guido Marson
Motta di Livenza (tv) Guido Marson <Guido.Marson@mionetto.it>
Ci vuole una vocazione per lavorare negli ospizi
19 gennaio 2012
Gentile Camon,
mi permetta alcune considerazioni riguardo al Suo articolo “Ospizio-lager a Sanremo”.
Quanto si è verificato è un fatto aberrante, ma non concordo sull’affettuosità cui Lei fa riferimento: veramente vogliamo illuderci che le persone anziane lasciate in una casa di riposo ricevano lo stesso affetto e le stesse premure che i familiari potrebbero riservare loro? Veramente vogliamo accettare questa ingannevole scappatoia mentale (e morale) per alleviare l’inevitabile senso di colpa che divora chiunque sia costretto a portare (Lei stesso usa i verbi “sbarazzarsi” e “scaricare”) uno dei propri cari anziani in un istituto?
Possiamo aspettarci (e sarebbe un sacrosanto diritto degli “ospiti” ricevere) competenza professionale, comprensione umana e senso di responsabilità dal personale di un ospizio, ma non che sappia offrire agli anziani ciò che soltanto la sua famiglia può offrire loro.
Nel caso di Sanremo (ma non è il primo e non sarà l’ultimo, purtroppo) mancavano anche competenza professionale, comprensione umana e senso di responsabilità: erano veri e propri aguzzini, che con crudeltà, con “odio”, picchiavano persone deboli e indifese.
Bisognerebbe chiedersi perché lo facessero, perché avvenimenti del genere siano piuttosto frequenti negli ospizi.
Avanzo un’ipotesi: il mestiere di assistere le persone malate, anziane e/o non auto-sufficienti è una missione, una vocazione, il fuoco sacro che anima (o dovrebbe animare) chi sceglie di mettersi al servizio degli altri in una funzione tanto delicata.
Quante persone scelgono questo mestiere sicure di avere i requisiti morali, umani ed etici necessari per tale funzione? Quante invece non lo scelgono, ma lo subiscono come l’unico modo per guadagnare la pagnotta? E quanti, pur animati inizialmente dai più sani princìpi, crollano dopo aver svolto per anni un lavoro che, dobbiamo riconoscerlo, è sfibrante?
Ma soprattutto quanti hanno l’onestà e il coraggio di mettersi davanti allo specchio e dire a se stessi: “Questo mestiere non fa per me. Devo trovare un’alternativa”?
L’onestà e il coraggio di fare scelte: questo manca a molte persone. Ed è molto grave che manchino quando le scelte sbagliate o subite per necessità comportano la mancanza di rispetto per la vita altrui, sia essa la vita di un vecchio, di un bambino o di chiunque altro.
Cordialmente
Ines Desideri Ines.desideri@email.it
Non c'è giustizia per i deboli
19 gennaio 2012
Caro Ferdinando Camon,
Le scrive un “ piccolo nessuno” che, notando su La Stampa odierna il Suo sdegnato “ Le prede più facili” , vuole additarLe la fortuna che oggi pare sorgere per noi dalla singolare concomitanza di una “ Liberazione dell'Italia” sia da un passato in cui governano tipi come lo sbruffone e noto “Capitano della Concordia” fatalmente finito in un tragico “scoglio”, sia dalla “ Bontà” di case di riposo con anziani indifesi trattati, (forse solo a Sanremo?) come già nei lager, sia – (e qui mi fermo ma c'è di peggio e avremo modo di parlarne ancora) – da una “Casta Giustizia” che può schiacciarti a suo beneplacito e spingerti poi in un vero “inferno”, come già feci presente al vostro giornale in una e-mail estiva del 28/06/2011, a denuncia di un noto “delitto di povertà”.
Coi miei migliori saluti
Sanremo lì 19/01/2012 G.D.Salomone giuseppe danusso <tunneldellarte@fastwebmail.it>
L'ospizio-lager di Sanremo finirà in una bolla di sapone?
19 gennaio 2012
Buongiorno,
ho letto oggi il suo articolo sulla Stampa sulla Casa di riposo di Sanremo.
Sono indignata, triste, non mi vengono altre parole. Le chiedo solo Lei che ha
la possibilita' di seguire il caso perche' la mia paura e' che tutto finisca
come sempre in una bolla di sapone. Ho paura che trovino qualche giudice che si
appelli a non so quale cavillo, per non far marcire in carcere queste persone
indegne. Ho la mamma di 87 anni e in quelle immagini la vedevo, cosi' come sono
le persone anziane, fragili sia fisicamente che moralmente. La prego segua il
caso. Grazie Anna Miazza <thecristalship@libero.it>
Naufragi e fede
19 gennaio 2012
Rimanendo in tema di quanto si parla oggi vorrei ricordare un altro naufragio
avvenuto alla fine del 1983 che mi ha toccato particolarmente.
Avevo preso un impegno per imbarcare sul "Tito Campanella" dopo aver
lasciato una nave in zona di guerra tra Iran ed Irak.
Ero tranquillo e durante una gita aVenezia mia moglie mi consigliò di
entrare in una agenzia,che secondo me ,aveva poco a che fare con i
marittimi.Tuttavia la accontentai per quel detto evangelico "Bussa e
ti sarà aperto".Con quel sentimento ascoltai il consiglio del titolare
di recarmi in capitaneria come se me lo avesse detto Gesù.
Un ufficiale della capitaneria mi indicò una agenzia che era pronta
ad offrirmi un imbarco su una petroliera.
Così imbarcai il 3 novembre mentre un mese dopo mi chiamò
il"Tito Campanella" per quel tragico viaggio che la portò negli abissi
dalle parti del golfo di biscaglia.
Questo episodio mi diede la forza della fede nel dare credito a quella
voce "Andiamo" che mi aiutò nel lavoro,nel volontariato,ad
organizzare un incontro con un movimento religioso per far
conoscere tanti "santi" sconosciuti ,come quei giovani che lasciano
tutto per vivere in comunità ed operano nel sociale imitando i primi cristiani. Bruno Coloni <klunjunior@yahoo.it>
Tutti pazzi, non solo il comandante Schettino
18 gennaio 2012
Gent.le Camon, se concordavo con Lei sul primo articolo come espressole con mia precedente, purtroppo su questo secondo non concordo per niente. Pure Lei come tutti si accanisce sul Comandante come posseduto da manie di grandezza, ma Vi sono responsabilita precedenti a chi sta sopra il Comandante sia le Capitanerie che la Ditta Costa. Il Comandante queste bravate di viaggiare sottocosta le aveva gia fatte in precedenza, ci sono pure dei filmati, tanto che il fatto con sirene ed omaggi all Isola era diventato consuetudine. Ora e evidente che invecie di intervenire subito per stroncare queste pazzie magari rimuovendolo dal Comando, tutto e stato tollerato, messo probabilmente a tacere, magari c era pure un compiacimento e c e voluta la catastrofe annunciata per mostrare con quanta leggerezza tali situazioni vengono considerate senza intervenire con le giuste punizioni. Qui sono piu Colpevoli le Capitanerie e la Costa Crociere che il Comandante stesso cui e stato concesso di sentirsi un novello Cesare o Napoleone Capo assoluto della situazione. Qui sono tutti pazzi questa e la verita e tutto sara fatto per metterla a tacere. Ezio Franzutti "smile00368@virgilio.it" <smile00368@virgilio.it>
Siamo alla deriva
18 gennaio 2012
I miei complimenti per l'articolo descrizione esatta di un paese e di un popolo alla deriva,ke dio ce la mandi buona. roberto danese <robertodanese@live.it>
Comandante Schettino, Mussolini, Craxi, Berlusconi...
18 gennaio 2012
Spett,Ferdinando Camon,in merito ai fatti della nave Costa e a quanto si
discute e si discuterà in merito ,in breve.
Ben lungi da parte mia,in una questione molto delicata e complessa,oltre
che dolorosa per le vittime e familiari in primis,giustificare l'accaduto,
ma qual'è,la differenza tra il comandante Schettini, che viene additato
come irresponsabile e pavido(probabilmente a ragione) per responsabilità
dirette e indirette,a fronte di un popolo di italiani(rimanendo in casa
nostra,in quanto citare Saddam ieri e in tempi recenti Gheddafi,che si
nascondevano o scappavano per salvare le loro "chiappe" sarebbe troppo
facile), che nella sua storia (più o meno recente,piaccia o meno) ha
visto un Mussolini,che dopo aver causato una guerra con centinaia di
migliaia di morti-tra militari e civili- fuggiva vestito da tedesco per
salvare la sua pelle,o in tempi più recenti un Bettino Craxi,già Premier
e con il suo delfino Martelli a capo della "Giustizia", che si è
rifugiato ad Hammamet,per sottrarsi a un giusto processo(fino a prova
contraria) o un Silvio Berlusconi( che a milioni abbiamo votato),ma che
per evitare il giudizio dei giudici,ha escogitato vari
lodi(Schifani,Alfano),processi brevi o lunghi o legittimi impedimenti,al
fine di non arrivare a giudizio,senza dimenticarsi la nipote
di...Mubarack,cui oltre 300 politici del Pdl e della Lega hanno...creduto.Condanniamo pure un comandante che si è dimostrato "coniglio" stando ai
fatti attuali,ma mi pare di poter dire che lo stesso non ha fatto altro
che rispecchiare nel comportamento e nella salvaguardia della sua
persona e interessi, tanti altri condottieri-prima e dopo di lui-(destra
sinistra e lega,non fà differenza) che a fronte di rischi,talvolta
nemmeno paragonabili(ovvero la propria vita),sono passati da una parte
politica all'altra, dal giorno alla notte e solo per mantenere i propri
privilegi;chissà se sarebbe stata in gioco la loro vita e non solo la
poltrona,cosa avrebbero fatto?!
Colautti Antonio,Monfalcone <colauttiantonio@teletu.it>
Naufragio: lei si vergogna di fronte agli stranieri? Io mi vergogno di lei
17 gennaio 2012
Oggi ho letto il suo scritto sul quotidiano della mia città, ebbene, mi permetto
di fare una considerazione.
Premettendo che su quelle navi e con quelle persone che con le sue righe lei tan
to insulta io ci lavoro da oltre vent'anni..
Alla fine, dalla sua lettura degli editoriali stranieri pare in effetti di dover
si vergognare di essere Italiani, si, perchè purtroppo tra gli Italiani c'è gent
e come LEI, che con le sue pseudo prediche giudica senza sapere i fatti e spara
a zero sentenze su un mondo, a lei del tutto sconosciuto, che invece guardacaso
nel mondo viene visto come eccellenza.
Immagino sia più produttivo piangerci addosso, considerarci inferiori a tutti e
a tutto, forse perchè così la gente viene invogliata a leggere certe sparate e s
entirsi ancora peggio.
Bhè, io non faccio parte di questa categoria, sono ben felice e orgoglioso del m
io lavoro di tecnico nella costruzione di queste navi che a leggere lei e gente
come lei che forse nemmeno ci è mai salita sopra a una nave, paiono bagnarole.
Per quanto riguarda il declassamento da un agenzia privata estera di rating, e n
on mi metto a discutere di economia, IO no ho l'abitudine d parlare di argomenti
che NON conosco, forse detto declassamento spetterebbe a lei, a livello giornal
istico intendo.
Saluti, eugenio mauro. elettrotecnico navale specializzato.
Sacrifici dei marinai e intrallazzi dei politici
17 gennaio 2012
ho avuto occasione di navigare negli anni 70 e 80 quando i marittimi italiani erano apprezzati anche sulle navi estere. Essendo un capitano di macchina,ho potuto lavorare in varie aziende come tecnico.
Lei sa che la diffusione di una politica costituita da berlusconismo ed antiberlusconismo,piuttosto
banale,ha fatto perdere la importanza sociale del lavoro ,come invece era considerata nella prima
repubblica. Rientrando,come uno straniero,ho visto una campagna elettorale condotta da comici
della satira,mentre gli operai aspettavano il rinnovo del contratto,i cattolici a vedere se piange
la statua di padre Pio,in Sicilia dove gli operai del Petrolchimico rischiavano il posto,se oggi
vediamo i bambini tra le immondizie di Napoli,mentre i signorotti fanno festa nei palazzi
tra donne e champagne,mi dica se questa mia impressione di una Italia medioevale sia sbagliata:
i pensionati onesti hanno visto che il risparmio per la mancata indicizzazione non è bastata
a pagare la buna uscita anticipata di un manager della Finmeccanica. <klunjunior@yahoo.it>
Marines che pisciano sui talebani uccisi? Poi l'America non li punisce
17 gennaio 2012
Gentile Camon,
sono un dirigente d'azienda pensionato, pubblicista per passione. Non molto tempo fa ho scritto, per una testata con la quale collaboro, proprio su My Lai. All'epoca avevo 22 anni.
Sappiamo come sono andate a finire le cose: il capitano Medina si dimise e il sottotenente Calley, prima condannato a 20 anni, poi a 10, poi portati a 3 da Nixon e scontati agli arresti domiciliari.
Non so a che cosa porterà quello "stiamo verificando" dell'Headquarter Usa in questo caso.
Se non erro sia in Vietnam che in Afghanistan non vi è mai stata una dichiarazione di guerra con gli Usa, in entrambi i casi i G.I. sono andati a dare una mano al governo legittimo, per cui anche la parola "nemici" forse non è neppure del tutto giusta.
Cordialmente.
Renato Ganeo, Valdagno <r.ganeo@libero.it>
Marines pisciano sui talebani uccisi
14 gennaio 2012
Infierire sul vinto, disprezzando così l’avversario, non è tanto un simbolo di forza, ma di estrema debolezza. A quei soldati, ma anche ai loro capi, ai politici che hanno avviato e continuano questa guerra manca la pietà, quella pietà che è anche una dimostrazione di consapevolezza dei nostri limiti. Il suo articolo, però, evidenzia anche un altro problema, laddove riporta l’ultima frase “Questa squadretta di marines che pisciano sui nemici uccisi fa scandalo e sarà punita, non per quel che fa, ma perché non si accorge di essere filmata”. E’ l’ulteriore dimostrazione di come viviamo in un’epoca in cui ciò che conta è solo l’apparenza e indubbiamente non è un bel vedere degli ardimentosi eroi che pisciano sui nemici uccisi, e non tanto per la mancanza di pietà, quanto perché esteticamente non è bello, oltre al fatto che quel poco di senso etico che è rimasto induce a considerare l’atto come un abuso. In tal senso tutto si può fare, purché non ne vengano a conoscenza altri. Se questo è l’homo sapiens, meglio gli animali, che sono sempre quel che appaiono.
Renzo Montagnoli blog Montagnoli Renzo <rmontagnoli@alice.it>
Morire per 6,50 euro sotto il palco di Jovanotti
16 dicembre 2011
Nel corso delle prime 24/48'ore dalla disgrazia, Rete e Facebooks erano pieni di commenti, di riflessioni, di interrogativi sulla morte del giovane triestino. Avendo appena oggi letto il suo pezzo, mi sono premurato di metterlo su FB. Ovviamente, non solo perche' la cosa non vada "in cavalleria", magari semplicemente sommersa dalle disgrazie succedenti - vedi l'assassinio a Firenze, tanto per citare il caso piu' eclatante - ma anche perche'...perche' come sempre i suoi interventi sono molto di piu' che non una semplice, per quanto autorevole, voce su un fatto di cronaca.
In una conversazione FB facevo notare come a suo tempo Gian Maria Volonte', quando nei Settanta era gia' una grande personalita' della scena cinematografica europea, egli in prima persona si preoccupava delle condizioni di lavoro della troupe con cui era impegnato, specie se la produzione non era di quelle ricchissime. Ebbene, per carita' senza voler addossare responsabilita' allo Jovanotti, ma forse se almeno quelli che come lui - seguito o non seguito - che nobilmente si spendono per cause degne di questo nome, facessero tenere nel conto ai propri agenti nel momento della contrattazione con gli organizzatori che ne ospitano/acquistano i suoi concerti, anche il fattore sicurezza e diritti sindacali alle maestranze; forse, dicevo, qualcosa cambierebbe. Insomma, far mettere per iscritto che determinate norme vanno rispettate. Qualcuno mi aveva obiettato: ma questo inciderebbe sul cachet... Probabile. Ma stiamo parlando di contratti di un certo tenore e non penso che qualche migliaio di euro in meno a prestazione cambierebbe molto per la star in questione; viceversa, cambierebbe molto sul piano degli "esiti" per chi invece in fretta furia deve montare un palco o una struttura qualsiasi. E cambierebbe nella forma mentis di chi ingaggia il personale per farlo: non piu' giovani in cerca di un minimo pur di poter campare, senza esperienza, su cui far (misera) cassa, ma persone che il mestiere lo conoscono, e se, comunque, proprio di inesperti bisogna circondarsi per mancanza di manodopera professionale, almeno non siano mandati allo sbaraglio e per pochi soldi. Damiani Sandro <sandamiani@gmail.com>
RISPOSTA: Jovanotti dice di aver sempre pensato sempre alla sicurezza. C'è un'indagine, aspettiamo . FC
Crisi, si rinuncia ai libri
7 dicembre 2011
Ci sono dati che evidenziano un tremendo incremento, più che degli analfabeti, che sono pure in aumento, degli analfabetizzati, cioè di gente che ha studiato, che ha imparato a leggere e a scrivere, ma poi l’ha dimenticato, per il mancato uso. E’ un fenomeno che lascia sbigottiti, perché non è solo un dato di valutazione di un popolo, ma è il risultato di una politica di disinformazione culturale che tende a intorpidire le menti. Probabilmente questi mancati lettori non si accorgono della scarsa qualità della loro vita, della progressiva incapacità di farsi opinioni e come le tante pecore del gregge vanno dove vuole che vadano il padrone.
Sa, Camon, che ci sono non pochi laureati, per lo più di fresco diploma, che non sanno usare il congiuntivo e che ignorano l’analisi logica? E’ un po’ difficile pensare che questi amino ampliare i loro ristretti confini leggendo un romanzo di Kafka, oppure una poesia di Pasolini. Ed è questo che mi fa disperare, e cioè il vedere il mio paese, che pure amo così tanto, sull’orlo della bancarotta intellettuale, oltre che su quella finanziaria.
Renzo Montagnoli blog Montagnoli Renzo <rmontagnoli@alice.it>
Farsi corrompere e dormire in pace
4 dicembre 2011
Gentile dottor Camon,
anche oggi ho letto il Suo interessante articolo, che, come sempre stimola la riflessione, a proposito della corruzione dilagante nel nostro Paese.
Io faccio una semplice considerazione che va controcorrente rispetto alla mentalità di chi facilmente si lascia corrompere dalla sete sfrenata di danaro: ma come posso godere del danaro non mio? Come posso fare progetti, acquistare case, ville, barche, fare viaggi, sapendo che quel danaro costa la fatica e il sangue degli altri? Ma preferisco mille volte rimanere nella mia semplice condizione di uomo comune, andare a dormire sereno la notte, guardare in faccia il prossimo, mia moglie, i miei figli, nella consapevolezza che non sono causa dello sfruttamento dei poveri, dei senza lavoro, dei senza tetto. Chi riesce a godersi i soldi altrui ha ormai la coscienza atrofizzata e chi ha lacoscienza atrofizzata ritengo sia capace di tutto, anche di uccidere. Sempre con tanta stima. Cordialmente.
Salvatore Faedda - Sassari - "salvatorefaedda3@virgilio.it" <salvatorefaedda3@virgilio.it>
Per salvare l'aria, e respirare
27 novembre 2011
Caro Dr. Camon, ha fatto centro con questo articolo, ha perfettamente ragione ma ormai siamo in perfetto ritardo su tutto, come e arrivato il default anche se si racconta che l italia si puo ancora salvare, cosi tutti gli altri nodi vengono al pettine e pure le ploveri sottili ci stanno distruggendo. In Italia nessuno ha mai fatto niente, lo si vede anche con le alluvioni, cose gia successe senza che nessuno abbia posto in sicurezza le terre. Siamo ormai al culmine di un calderone e tutto finira per scoppiarci in mano, qui a posto non si mette piu niente. Lei scrive, io scrivo altri scrivono ma resta tutto lettera morta, gli italiani aspettano sempre che gli Amministratori facciano qualcosa ma delegare in Italia non funziona, se la gente non si mette a protestare con forza non si ottiene niente, eppure gli Italiani con queste polveri sottili si prendono pure tumori, asfissia, enfisemi....ma sono piu interessati alle partite di calcio, alle feste di Berlusconi e ai gossip vari, agli Italiani le cose serie non interessano questo e il male e resta tutto cosi fino che comincera l Apocalisse e allora sara impossibile rimediare. No con le auto elettriche non si combinerebbe niente, hanno troppo poca autonomia e allora non le comprera nessuno, strano pero riusciamo ad andare su Marte e non riusciamo a fare delle batterie a lunga durata, secondo me non le vogliono fare ci sono troppi interessi a farci spostare a benzina. Un cordiale saluto Franzutti Ezio "smile00368@virgilio.it" <smile00368@virgilio.it>
Ho letto il suo articolo, che condivido nelle linee generali. Il problema è che il sistema economico attuale è volto al consumo esagerato di poche risorse disponibili, con tutti gli effetti negativi sull’atmosfera nell’esasperato ricorso a forme energetiche inquinanti. Peraltro, posso confermare che quanto scrive il dott. ing. Giancarlo Beluzzi risponde a verità e quello di far finta di risolvere il problema con il blocco temporaneo della circolazione degli autoveicoli è il chiaro esempio dell’incapacità degli amministratori di affrontare la tematica con un minimo di raziocinio. Sì, le auto contribuiscono all’inguinamento, ma non in una parte rilevante, eppure per troppi il loro blocco è la soluzione del problema, peraltro ripetutamente smentita dai fatti. Perché si comportano così? Per incapacità, ma anche per tacita acquiescenza a quanto vanno imponendo le case automobilistiche, che fanno in modo che vengano assunte direttive dagli organismi competenti affinchè le automobili inquinino meno. Sembrerebbe un controsenso, ma non lo è, poiché le varie regolamentazioni Euro 1, 2, 6 ecc. non solo non riducono l’apporto complessivo alla creazione del problema (ogni strozzatura, ogni filtro fa consumare di più, e poi è notorio che questi accorgimenti tecnici con il tempo perdono gran parte della loro efficacia), ma consentono ai costruttori di continuare a vendere, visto che inevitabilmente insorgono, un po’ ovunque, provvedimenti restrittivi per quei mezzi che non adempiono alla nuova normativa, provvedimenti che in taluni casi non sono limitati a un fermo domenicale, ma addirittura interessano più mesi. Per quanto ovvio, se con la mia auto non posso circolare, sempre che ne abbia la disponibilità sono costretto ad acquistarne una nuova omologata con la nuova normativa.
E poi, come dice giustamente l’ingegnere, molto si può fare per prevenire l’inquinamento, sia da parte degli utilizzatori di energia, sia da parte dei suoi produttori. Anche qui, oltre all’incapacità dei nostri governanti, c’è il dubbio che non si faccia nulla anche per interesse.
E per quanto possa sembrar strano, sono pienamente convinto che al mondo si starebbe meglio se facessimo qualche piccola rinuncia, se non corressimo come papere affamate dietro le continue richieste di consumo di beni non certo di prima necessità, ma del tutto voluttuari.
Si dice che il progresso non si può fermare, ma che progresso è quello che ci spinge, giorno dopo al giorno, al suicidio?
Renzo Montagnoli blog Montagnoli Renzo <rmontagnoli@alice.it>
Egr. Dott. Ferdinando Camon, la denuncia contenuta nell’articolo in oggetto, ben venga! Mi sono sentito decisamente meno solo e mi permetto di aggiungere altro.
Dal recente Energy Efficency Report del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, a pag. 34, viene presentato un grafico, che illustra la ripartizione dei consumi finali di energia nel 2010 in Italia.
35,9 % Residenziale e terziario
32.9 % Trasporti
23.2 % Industri
5.6 % Usi non energetici (es. Chimica)
2.5 % Agricoltura
Il settore trasporti include, ovviamente, il settore aereonautico, navale, ferroviario, trasporto merci su gomma, trasporto persone collettivo, quindi, il trasporto automobilistico rappresenta una parte del 32.9 % del consumo energetico nazionale e pertanto anche l'inquinamento da esso causato può essere stimabile in una parte del consumo energetico complessivo ( 10 %) circa.
Fermare le automobili poche ore all'anno non serve a nulla! La ritengo una forma semplice di sensibilizzazione al problema rivolta alle masse. Purtroppo temo che non sia sufficiente.
A mio giudizio per uscire da questo circolo vizioso “consumi-inquinamento-riscaldamento” del pianeta bisogna creare, e questo è l’appello che rivolgo a voi giornalisti, una conoscenza nelle persone che le renda consapevoli che non è solo l'automobile la causa dell'inquinamento, ma quasi tutta l'attività antropica svolta secondo il modello di vita impostato 200 anni or sono, che non tiene conto dell'inquinamento e di tutte le conseguenze di un uso scriteriato dei combustibili.
Oggi, ad esempio, tecnicamente si possono realizzare edifici a consumo quasi zero, ma dobbiamo far conoscere questa tecnologia e soprattutto convincere le persone ad investire, a pensare al futuro dei figli, dei nipoti per consegnare loro un mondo vivibile e, forse anche vivere qualitatimente meglio nel presente. Il discorso sarebbe molto ampio, mi dilungherei tediandola, ma spesso ci impegnamo a conquistare, anche con sacrifici, beni materiali effimeri, vedi automobili, abiti, gioielli ecc., tutti oggetti che non ci rendono la vita più serena. Investire consapevolmente verso la meta di una convivenza sostenibile con 7.000.000.000 di essere umani, magari cercando di riequilibrare la vita di coloro che vivono nel sud del mondo, sarebbe senz’altro più appagante.
Cordiali Saluti
Giancarlo Beluzzi
P.S. se desidera posso inviarle la copia PDF completa dell' Energy Efficiency Report
dott. ing. Giancarlo Beluzzi"beluzzi-giancarlo@libero.it" <beluzzi-giancarlo@libero.it>
E.G.E. Esperto Gestione Energia
Vuoi Monti al posto di Berlusconi? Sporco comunista!
15 novembre 2011
Sig, Ferdinando,TU dovresti portare più rispetto per le persone che hanno votato per QUESTO (fino a prova contraria è ancora in carica) governo Berlusconi,certo che TU e il TUO compagno Presidente siete CONTRO la Lega e volete dare il voto agli Islamici/extracomunitari,DEVI prendere in considerazione che chi a VOTATO per questo Governo SONO persone normali NON dei centri sociali,è palese infatti che voi COMUNISTI tentate di andare al potere con il voto di queste persone (persone si fa per dire)ma se dovessimo andare a votare (come è giusto che sia) sicuramente vincono ancora le persone normali,ma questa volta NON permetteremo a VOI COMUNISTI di fare il colpo di stato combatteremo,PADANIA LIBERA.(ps) ho scritto una lettera al tuo giornale "il picclo COMUNISTA, ma non l'hanno publicata,sai nel segno della democrazia. antonio macchi <debenedetti.antonio@gmail.com>
Caro Camon, occorre sperare nel progresso scientifico, perché dalla marmaglia non esce mai niente di buono, pescando lì. Credo, tuttavia, che senza ipotizzare un essere fabbricato in provetta, ci siano in Italia persone serie, oneste, capaci e dignitose. Il problema è che chi è attaccato alla “carega” mai favorirà l’avvento di un uomo nuovo, né facilmente questo si farà avanti, visti i pericoli per la sua incolumità. Non è che Monti mi dia molta fiducia, ma non c’è altro al momento e quindi ci si deve accontentare di quel che passa il convento. E’ certo un tecnico e non un politico, e, allo stato attuale, è quello che forse ci farà uscire dal buio della notte, ma l’alba è lontana, lontanissima e per sanare il problema di base italiano, cioè la lontananza dello stato dei cittadini, ho paura che occorrerà più di una generazione, visto i danni provocanti dal berlusconismo che ha acuito quei problemi che già esistevano. Intanto rassegniamoci, io e lei, a essere osteggiati con epiteti quali “sporco comunista”. Dato che appunto i leghisti e i berluscones si proclamano gli unici democratici, lo dimostrano ogni giorno con l’atteggiamento “liberale” e “civile” nei confronti di chi non pensa come loro. Ecco il risultato di spaccare l’Italia in due, più tipico di una dittatura che di una democrazia.
Renzo Montagnoli blog Montagnoli Renzo <rmontagnoli@alice.it>