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Dialoghi con i lettori (ultime lettere)
Non tutte le lettere possono essere pubblicate, ma solo le più interessanti. Le lettere con espressioni pesanti o insultanti non vengono ospitate. In ogni caso, la responsabilità resta di chi le scrive. Quando più lettere si riferiscono allo stesso tema, ne vien scelta qualcuna, in rappresentanza di tutte. Ogni 3-4 settimane, quando il file diventa troppo pesante, vengono tolte le lettere più antiche. Ci scusiamo con gli autori.
Scandali sessuali: vogliono colpire il Papa
11 marzo 2010
Gentile Dott. Camon, ho letto il suo articolo di stamattina in cui si avverte che la ricerca senza sosta di scandali sessuali nella Chiesa Cattolica in questo momento punta dritto al Papa. Condivido la sua analisi, e monitorando il web e la stampa vedo all'opera forze che godono di questi scandali sessuali, e accarezzano fortemente l'idea di utilizzarli per una sorta di "spallata finale" nei confronti della
Chiesa Cattolica. Forze che si definiscono atee e razionaliste, ma che in realtà sono seguaci
di una nuova religione prometeica, in cui l'uomo si illude di potersi fare Dio, e di essere autosufficiente.
A giudicare dal commento fotografico al suo articolo di stamattina mi pare di poter affermare che tali forze si annidano in massa almeno fra gli impaginatori del suo giornale. Il commento fotografico al suo articolo, infatti, veicolava un messaggio opposto al suo testo. Non so se ci ha fatto caso; mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa. Ancor più mi farebbe piacere se scrivesse un nuovo editoriale da
pubblicare in cui contestare il commento fotografico al suo editoriale di stamattina; so che
non si usa... ma glielo esprimo come umano desiderio, umana aspirazione.
Per un eventuale scambio di idee le lascio il mio cellulare personale: 346
7144 263.
"lettera firmata".
Ci ha fatto caso che di solito, se non sempre, si parla di
omosessualita' maschile rispetto alla questione da lei trattata?
Possibile che cio' non avvenga anche nei collegi femminili con corpo
docente (togato) femminile?
Penso tuttavia che l'ambiente maschile - volgarmente, da caserma - sia
piu' propenso a rapporti (omo)sessuali, che non quello femminile,
poiche' in generale il mondo femminile e' ancora lontano da un
approccio, diciamo cosi' "culturale" con la sessualita' proprio della
sfera maschile (per storia, autorepressione, imposizione esplicita e
implicita, ecc.). Forse forse l'azzeramento del celibato aiuterebbe.
Mi sembra, infatti, che tra i protestanti e tra gli ortodossi i casi
di omosessualita'/pedofilia siano piu' rari.
Cari saluti, Sandro Damiani <sandamiani@gmail.com>
Crisi, Grecia: i vecchi protestano e i poliziotti li picchiano
3-5 marzo 2010
Caro dott. Camon, voglio esprimerLe la mia gratitudine per avere osservato nella Sua conclusione che questa è una "crisi che spacca le generazioni".
Quant'è vero.
I nipoti sono effettivamente la parte aggressiva della contesa, ma hanno le loro sacrosante ragioni.
Stanno dicendo ai nonni ed ai padri:
"Vi siete fatti le regole a vostro favore ed a nostre spese quando noi non avevamo voce in capitolo.
Adesso che le cose le abbiamo prese in mano noialtri, quelle regole dobbiamo e vogliamo ridiscuterle.
Dobbiamo perché tutto il mondo ce lo sta dicendo in termini che non possiamo ignorare.
Vogliamo perché ci avete passato un conto da pagare che non è onesto passare da una generazione all'altra".
Questa crisi che spacca le generazioni non è circoscritta alla Grecia. Vi è esposto anche il nostro Paese.
Le ragioni della crisi Greca sono differenti da quelle che potrebbero emergere in Italia, ma le ragioni dei nipoti verso nonni e padri sono le stesse.
Per questo motivo le proteste di un paio di generazioni che si sono meritate le obiezioni di quei nipoti mi lasciano perplesso.
Con la consueta stima.
Bruno Biondani - Verona <bruno.biondani@libero.it>
Mi sembra di vederli questi vecchietti sdentati rivendicare blandamente il loro diritto a esistere. Tuttavia, non penso che sia una crisi che spacca le generazioni, anche perché come tutte le crisi si abbatte soprattutto sui ceti più deboli, come i vecchi, ma anche come i bambini.
In realtà, secondo me, questa è la drammatica immagine di un sistema che, illudendo di offrire tutto, in effetti toglie tutto, in primis la dignità.
Può darsi che io e lei ci commuoviamo in modo particolare nel vedere le proteste di questi anziani, perché anche noi siamo in quell’età, perché anche noi chiediamo un po’ di protezione e non di essere considerati come dei pesi morti.
Questo sistema, i cui limiti in campo economico sono ben noti, produce anche danni devastanti nel tessuto sociale e così quello scontro fra due generazioni (i poliziotti e i pensionati) è la fotografia esatta di una realtà fotografata da due angolazioni diverse. Da un lato ci sono quelli alla fine di una vita che rivendicano ancora il diritto di esistere, dall’altro i giovani con i manganelli fronteggiano la loro immagine da vecchi. Guerra fra poveri, verrebbe da dire, ma poiché sono un pacifista preferisco definirlo un conflitto per sopravvivere.
Cordialmente
Renzo Montagnoli <rmontagnoli@alice.it>
Oltremodo efficace, il pezzo di stamani sulla Stampa...e triste.
Tuttavia, ho avuto un momento di stizza nel leggere il seguente
passaggio: "Quando scoppiò la guerra civile in Jugoslavia, Kusturica
girò un film un cui mostrava i fratelli che sparavano ai fratelli".
Da un lato, perche' non si tratto' di guerra civile. Non puo' esserlo,
quando un esercito si mette al servizio di una nazione e massacra le
altre, disarmate per di piu'. Comunque, su cosa sia una guerra civile,
se ne puo' discutere all'infinito. Quanto al Kusturica, a parte il
fatto che il film di cui scrive, venne fatto con i soldi del regime di
Milosevic, ma non va dimenticato che il regista serbo durante
l'assedio di Sarajevo (sua citta' natale?!) brindava alla tavola del
summenzionato Milosevic e faceva dichiarazioni di aperto sostegno alla
guerra (mini)imperiale di Belgrado contro il resto della ex
Jugoslavia... Tempo fa,dopo l'ennesimo stupido peana di Repubblica nei
riguardi di Kusturica, scrissi a Sofri: visto che ci collabori e visto
che a Sarajevo ci sei stato un anno e mezzo sotto i bombardamenti,
potresti dire a quei coglioni di Repubblica chi e' in realta'
Kusturica? La saggia risposta di Adriano e' stata: Caro Sandro, pensi
che non l'abbia tentato? Non si drizzano le zampe ai cani...
Cari saluti,
Sandro Damiani <sandamiani@gmail.com>
RISPOSTA: Ma io non faccio nessun peana a Kusturica. Fino alla guerra, per tutta l'epoca di Tito, la Jugoslavia era stata una federazione e, per i suoi popoli, una patria. Che in realtà i popoli non si amassero, lo dico in "Tenebre su tenebre", ma il disamore non era ufficiale. FC
Cos'è una donna in analisi
21 febbraio 2010
Gent.mo Dott. Camon,
ribadisco bellissimo ed intrigante il Suo articolo Siamo un grumo di
sogni,..anche se elitario perchè solo chi ha fatto analisi può capire
alcune sue affermazioni,tuttavia qualcuno deve aprire la strada e
iniziare un nuovo sentiero.Certo il privilegio di stare in analisi è dei
pochi che hanno le capacità di farlo,è tuttavia un percorso umano di
grande importanza per la Cultura.
Io delle volte paragono chi fa analisi, allo scalatore delle montagne
che spesso accompagnato dalla sua guida ( in montagna non si va mai da
soli ) percorre nuovi sentieri e scopre nuove cose nella natura.
Scrivere che una donna in analisi è più legata al proprio analista che
non al marito, vuol dire aver spiegato cosa è veramente l'analisi. Un
incontro che svela l'anima ,la cosa più profonda che è dentro di noi, la
cosa che ci fa muovere, sognare,comunicare ...
é fondamentale quello che Lei ha scritto,e lo condivido in pieno.
Quando si incomincia a girare per le montagne non si smette mai...
Saluti Da Luisa Spagnolo
lspagnolo@alice.it
Chiedono un miracolo a Sant'Antonio
17 febbraio 2010
Tutta questa devozione è legata a una speranza quando ormai, secondo la logica umana, non c’è più nulla da sperare.
E’ solo allora che l’uomo veramente avverte il bisogno di qualcosa che va oltre ogni comprensione ed è sempre stato radicato anche nei tempi passati, quando si invocavano gli dei anziché dio.
Non sempre si ottengono i risultati sperati, raramente il santo che fa da intermediario fra l’uomo e la divinità riesce a far sentire a quest’ultima la sua voce. Quando accade si parla di miracolo, di fatto non comprensibile, almeno secondo le conoscenze del tempo. Ora che l’essere umano si è evoluto questi fatti eccezionali sono sempre più rari, ma non vengono meno le richieste per un loro accadimento. E’ del tutto naturale, se si pensa che l’uomo è parte di un disegno troppo grande perché da lui possa essere, anche in futuro, capito.
Buone cose
Renzo Montagnoli <rmontagnoli@alice.it>
Buon giorno, sono un'assidua lettrice de La Stampa e volevo solo metterla a conoscenza (riguardo all'articolo di oggi sul Santo da Padova), che da tempo c'è anche un sito dedicato ad esso: http://www.carosantantonio.it/ita/home.asp.
Molto facile per la navigazione, e tutto sommato, un segno del tempo che passa anche per i Santi...
Non sono assolutamente parte del sito, ma solo una sua frequentatrice da tempo, in quanto, proclamandomi atea,agnostica, non credente ecc. ecc. , qui posso valutare come le persone abbian bisogno di appoggio extra-terreno; e non mi vergogno a dirlo che spesso l'ho consultato e pregato via mail per scopi personali (pur professandomi atea, chiaro esempio che quando la nostra psiche ne ha bisogno, il cuore ha il sopravvento...)
Cordiali saluti a Lei e buona giornata.
Faoro Patrizia Torino ( a La Stampa ormai mi conoscono tutti come la...vecchietta rompiscatole!)"faopat@libero.it" <faopat@libero.it>
È sbagliato leggere libri fascisti?
Non ci libereremo mai di corrotti e corruttori?
14-15 febbraio 2010
Ciao Ferdinando. Sono Paolo da Padova in quel di Forcellini, ho 63 anni
e sono papà di 2 figli maschi di 30 e 22 anni (precari o mezzi precari,
insomma quelli dei...curriculum al vento). Da tanti anni leggo le tue
opinioni sui quotidiani ed ho seguito anche qualche tua conferenza.
Ieri 13 febbraio ho visto il tuo articolo sui corrotti e corruttori e
sinceramente non potevi illustrare meglio di così per come vanno le
cose nel nostro Paese. Non solo cannibali ma piranas succhiatori di
futuro per noi cittadini e sopratutto per i nostri figli. La parte
finale del tuo scritto è la summa di questa Italietta ormai così
malridotta da fare rabbia e sgomento. Le tue parole sono anche le
mie, anzi le nostre per cui noi del ...clan di vegetariani non possiamo
che ringraziarti perchè con la tua penna fai capire a tanti (ma non
tutti vogliono o riescono a leggere tra le righe) la squallida realtà
del malaffare. Ci restano ancora i sogni ma, come diceva John Lennon,
i'm e dreamer but i'm not the only one. Noi di famiglia ti salutiamo
caramente. Paul46 Paolo Vescuso <paolo.vescuso@email.it>
non DOBBIAMO meravigliarci per gli ultimi scandali con il giro di donne con un Bertolaso non ancora avvisato di garanzia ma comunque indagato, non Bisogna meravigliarsi perche in italia e sempre stato cosi e sara sempre cosi, Questo e quello a cui ingenuamente non si vuol rassegnarsi perche dove gira il danaro le cose vanno sempre cosi, Chiamare questi Individui stupendosi quasi mafia e di non rendersi conto che invecie e proprio mafia, una mafia forse senza onore mentre la mafia vera ha invecie un codice d onore, E una una mafia che ha pure qualcosa di schifoso Che gode nel male altru iperche questo danaro porta male. E ridicolo pensare che le cose potranno cambiare perche nessuno ha interesse o la dirittura morale per farle cambiare, non certo personaggi che abbiamo avuto come ..... che mi ricorda tanto la Cirio, non certo i Berlusconi Che forse magari anche non volontariamente ma ha Vissuto Tutta la vita in Affari e dove ci sono gli affari ce tutto, corruzione donne .... non certo loro, non certo Quelli che siedono al Parlamento, di cui forse solo la Lega ha un atteggiamento serio realmente, ci vorrebbe un uomo che tanto si accusa, che si cerca di dimenticare ci vorrebbe un Hitler perche e agiva sul serio e parlava sul serio e quelli che erano intorno a lui avevano paura anche di respirare, di sbagliare qualsiasi cosa perche sapevano che era poco adatto agli scherzi, ci vorrebbe un Gengis Kahn che metteva i prigionieri a cucinare in pentoloni enormi come noi facciamo coi granchi, con quelli che abbiamo fra le mani non ci restera che stupirci di nuovo al prossimo scandalo, che ormai scoppia ogni settimana e sentire poi ADDIRITTURA Dire Che i giudici fanno schifo, io Direi che se non ci fossero i giudici qui in Italia saremmo gia arrivati tutti Albania, Che e un miracolo Che in tutto questo putridume i giudici italiani siano ancora piuttisto puliti direi quasi che alla fine di tutto questo ti viene da dire, ma se qui rubano tutti allora cosa sto aspettando io piuttosto.. Ezio Franzutti "smile00368@virgilio.it" <smile00368@virgilio.it>
RISPOSTA: Tutto quello che vuole, ma un altro Hitler no.
sono sempre io,Vazzola Nicola, che le rompo le scatole a scadenze fisse.
Ho letto il suo articolo di oggi e se i trè quarti del suo
articolo mi hanno fatto sorridere perchè l' italietta furba dei
miserabili non è mai morta, l' ultima parte mi ha lasciato l' amaro in
bocca. Mi ha lasciato così perche non solo da anni annorum in saecula
saeculorum cerchiamo di fottere il prossimo nostro, ed anche noi stessi
di conseguenza, se non per il grandissimo volume di pelo sullo stomaco
dei preposti e disposti alla ricostruzione. Invece di essere debellata
la mafia impera, e corrode la società nelle sue fondamenta. Ci pensa
alla cinicità di chi, con i morti ed i moribondi ancora sotto le macerie
già si frega le mani per la futura ricostruzione e conseguenti
astronomici guadagni? Indegno di una società civile e forse indegno
anche per una tribù di bantù dell' Africa piu profonda, dove (almeno lì)
le regole vengono fatte rispettare dal capo tribù. Qui niente, anzi: il
capo tribu partecipa al banchetto degli esponenti più in vista, ed in
culo ai meglio. Davvero, era meglio morire da piccoli che vedere scene
così indegne. Cordiali saluti. Vazzola Nicola. <nicola.vazzola@gmail.com>
certamente si devono leggere tutti i libri importanti, anche quelli fascisti.
Rammento che quando lessi Mein Kampf, libro per ovvie ragioni assai diffuso in Germania durante il nazismo, mi posi due domande:
1) Hitler non è stato una sorpresa, perché in quelle pagine c’è nero su bianco quello che avrebbe poi fatto. Come possono dire i tedeschi che non sapevano?
2) E se circolava in Germania, era diffuso anche all’estero. Come mai allora i francesi, gli inglesi e gli americani non fecero nulla per fermarlo agli inizi, quando sarebbe stato più facile e non ci sarebbero stati tutti quei morti della seconda guerra mondiale?
Forse ho trovato anche le risposte e cioè che oggi è facile e comodo dire di non averlo letto, o per indifferenza o forse più facilmente perché quelle idee non dispiacevano ai politici francesi, inglesi e americani, che non è azzardato pensare abbiano agevolato l’ascesa del folle dittatore, probabilmente come freno alla minaccia comunista, salvo poi accorgersi che il rimedio era peggiore del male, in una storia che si ripete anche nel caso di Saddam Hussein.
Quindi leggere è indispensabile, soprattutto i testi di chi esprime teorie opposte alle nostre, e ciò per sapere, per prepararsi e per prevenire.
Buona domenica.
Renzo Montagnoli <rmontagnoli@alice.it>
Quando la corruzione è radicata così profondamente da diventare quasi un'istituzione lo stato non esiste più, le leggi emanate saranno sempre più in contrasto con i principi costituzionali, la vita diventerà una jungla e gli onesti saranno pubblicamente disprezzati.
Mi chiedo che avvenire possa avere il nostro disgraziato paese, vessato da una casta politica di incapaci e per lo più disonesti, lontani da qualsiasi problema della collettività, sempre tesi ad autoincensarsi, perchè per primi, tranne rari casi, sono consapevoli di non valere niente individualmente e che la loro forza, il loro potere non è nel popolo degli elettori, ma nella stessa casta di cui sono parte.
Renzo Montagnoli <rmontagnoli@alice.it>
Cristo e Morgan
6 febbraio 2010
Non dobbiamo inneggiare a Morgan che pubblicamente inneggia alla droga, quasi un incitamento a delinquere, pero dobbiamo pure ricordare per far combattere i militari in vietnam in iraq...gli Usa hanno distribuito parecchia droga, come dicevo gia molto usata da cantanti, artisti...per riuscire a produrre pezzi, quadri, sculture...fuori dalla normale capacita, quindi non dobbiamo nemmeno massacrare questo Morgan in fondo Cristo diceva -chi e senza peccato scagli la prima pietra-
Ezio Franzutti <smile00368@virgilio.it>
Grande droga per grandi artisti
5 febbraio 2010
Caro Camon,
Consolato-Generale USA, Montréal, anni 80. Sto lavorando nell’ufficio
visti per gli americani. Un giorno mi arriva il manager dei Rolling
Stones. Hanno bisogno del visto lavorativo per il loro tour negli USA.
Il mio capo, il vice-console, arriva con 3 fogli di carta, e si fa una
gran bella risata mentre li legge: un foglio era delle denunce per
droga per Mick Jagger mentre le altre due erano di Keith Richards
(negli anni 70 cerco’ di vendere qualche chilo di erba ad un poliziotto
canadese in borghese. Come lui stesso disse un giorno: “Non ho MAI
avuto problemi con la droga, solo con la polizia”!). Naturalmente, ai
Rolling Stones furono concesso i visti, se senza battere ciglio.
Consoce un certo Eric Clapton? Una delle sue canzoni piu’ famose, di
John Cale se non mi sbaglio, si chiama “Cocaine”. Una domanda per Lei:
se gli Stones o Clapton dovessero venire a suonare a Padova o Udine, e
gli organizzatori Le dessero dei biglietti gratis in tribuna VIP, che
cosa farebbe, NON andrebbe perche’ entrambi per praticamente tutta la
loro vita hanno promosso apertamente l’uso di droghe (legga pure
l’ultima biografia di Clapton. Fra droghe ed alcol, e’ un miracolo che
l’uomo sia ancora vivo!)? Naturalmente farebbe la fila per vederli. E
non solo lei (Clapton lìho visto due volte e gli Stones solo 4).
Non c’e’ (la solita) ipocrisia italiana attorno al caso Morgan? Franco
.... e il buon Avv. ...., ma quanti chili di cocaina si sono
sniffati nella loro vita, per non parlare di tutti i VIPS e politici in
questo paese (come se i bravi ..... e Co., con la vita da jet-set
che conducono, in giro per il mondo non hanno MAI fatto uso di droga)?
In che mondo vive Lei?
Morgan e’ stato un po’ ingenuo, ma se Richards suonasse a San Remo,
dubito MOLTO che la Rai rifiutasse la sua offerta (pare che i medici
vogliano un giorno esaminare il corpo di Richards. E’ riuscito—da
solo—a perfino sconfigger l’Epatite C)!
Saluti,
Mario Giacomello <avecesaremoritur@aim.com>
PS Sono su un aereo Montréal-Parigi nel 1989. Sono in business class
accanto al produttore di Tina Turner (in quell’epoca). Stiamo parlando
di rock stars. Gli chiedo se aveva mai conosciuto uno degli Stones. Mi
dice che una sera era a cena con Richards, che era seduto davanti a
lui, e che non faceva altro che guardare fuori nello spazio (per come
era talmente “fatto” dalla droga)!
RISPOSTA: Se un grande artista, drogato, viene nella mia città, vado ad ascoltarlo; se, drogato, invita tutti a drogarsi, non lo ascolto, e trovo giusto che lo portino via. Morgan rientra nel secodno caso, non nel primo.
Morgan va punito
5 febbraio 2010
In tutta sincerità uno che rilascia una dichiarazione del genere non solo deve essere estromesso da qualsiasi spettacolo, ma deve anche entrare prima in una clinica per disintossicarsi, poi mi domando se non commetta anche un reato, punibile col carcere, visto che spinge i ragazzi far uso di una sostanza, che al di là dei problemi che provoca, è vietata.
Se lui si droga solamente, senza clamori, mi fa compassione, ma se se ne vanta e invita altri a fare altrettanto mi fa pena e ribrezzo.
Caro Camon, se non si mettono dei freni ai cattivi esempi poi non possiamo più meravigliarci se le cose vanno male e le città sono insicure.
Renzo Montagnoli <rmontagnoli@alice.it>
Non sarà ripreso dalla Rai, però va a Porta a Porta!
4 febbraio 2010
Bravo bravissimo,sig.Camon giustissimo quello che lei a scritto no a Morgan che propaganda la droga,ed è giusto che sia stato eliminato dal festival,e che venga isolato anche dalla RAI ma purtroppo questa sera lo vediamo a "PORTA A PORTA,cosi lui si fa publicità non sicuramente gratis,distinti saluti. macchi.antonio@gmail.com
RISPOSTA: Lei ha perfettamente vragione. FC
Viva l'evasione fiscale!
4 febbraio 2010
Ho letto il suo articolo sulla Stampa intitolato "L'Italia rassegnata". Dopo essere giunto alla frase "Dal Sud diranno: come Nord ed evasione. Ma certo, hanno ragione", ho smesso di leggere. Mi chiedo: Perchè voi, soloni e protagonisti attivi di questa Italia da Terzo mondo non fate che raccontare idiozie e banalità? Legga l'ultimo libro di Ricolfi, "Il Sacco del Nord" e leggerà - detto da uno di sinistra - che l'evasione è concentrata al Sud e non al Nord. Basta coi luoghi comuni di voi pensatori di regime, basta con la sequela di sciocchezze sesquipedali che racconatate solo per dare aria alla bocca, o inchiostro alla carta (pagata tra l'altro con soldi pubblici!
Leonardo Facco, autore di "Elogio dell'evasore fiscale". <leonardo.facco@tiscali.it>
RISPOSTA: Conosco la tesi di Luca Ricolfi, che l'evasione al Sud superi quella del Nord. Sto cercando di incamerare i nuovi dati nella memoria, dove da tempo sono depositati altri dati. Vedo però che lei è autore (ed editore) di un libro intitolato "Elogio dell'evasione fiscale", qundi non capisco perché s'incavoli: se il Sud evade di più, lei dovrebbe elogiarlo di più. Quanto a me, le dico: se lei elogia l'evasione e pratica l'evasione, lei è un ladro, che ruba a coloro che pagano le tasse. Lei ruba a me.
Via Morgan dalla Rai. Ma la Rai è proprio virtuosa?
4 febbraio 2010
Caro Dottor Camon,
ho letto il suo articolo di oggi. Come sempre lo leggo con piacere e sono in perfetta sintonia con quanto scrive. Perfetta trovo la decisione della Rai. L'unica cosa, direi stonata che ho trovato, non nel suo articolo ma nella nota della Rai, è che questa decisione è avvenuta perchè il comportamento di morgan non è in sintonia con la funzione di utilità pubblica della Rai. Questo mi fa sorgere la spontanea domanda: ma tutto il resto, quasi tutto, che possiamo vedere in Rai è in sintonia con la funzione pubblica della RaI....veline, litigi, parolacce eccetera?.
Grazie e distinti saluti.
Mauro Temperini <maurotemperini@libero.it>
L'analisi dei sogni è un trucco
1 febbraio 2010
Il guaio e che oltre ai sogni c e la realta, il sogno implica il tempo che abbiamo da perdere nella ricerca, nel transfert sul terapeuta di ns pulsioni interne, di ns. segreti non manfifestabili, di misteri che abbiamo dentro di noi, pero al contrario di Freud che si e dedicato a questa materia, li considero piu il frutto del tempo che si ha a disposizione per fantasticare tempo che anzi piu lungo che e piu e pericoloso per se stessi in quanto ci attira in un vortice da cui sara sempre piu difficile uscire. Quando si va dal terapeuta questa forma dissociativa e gia in fase avanzata e si spera che col terapeuta ci si possa uscire invecie il pericolo e di caderci ancora piu dentro in quanto la ns parte nascosta ci succhia in un buco nero misterioso che si vorrebbe esplorare pure con la paura di non saper cosa vi sia oltre. Non a caso la maggioranza di questi sogni e a carattere sessuale, e Freud ben lo sapeva, ns. parte inconscia ma sempre presente, il piacere anche perverso piu che il dolore. Io dico che piu si ha tempo per sognare, per andar da terapeuta, di viziarci in realta nella ricerca, trasposizione ed esternazione di sogni interiori, piu si rischia di allontanarsi dalla concretezza dei giorni e non riuscire piu a portare avanti programmi giuornalieri.Io credo che questa possibilita o pericolo ci venga pure offerto in una Societa opulenta ricca con tempo a disposizione che puo portarci anche alla noia, una societa viziata che ci propone titti i giorni modelli malati con videoporno sexyshop....non una societa repressiva come si vorrebbe dire ma una societa troppo libera che per i suoi fini ci indirizza verso questi canali. Io penso che in guerra o in Societa autoritarie come il Comunismo antico, non quello odierno, tempi per signare ve ne erano ben pochi, penso che se uno e alla fame non ha tempo di andare da terapeuti che siricchiscono alle tue spalle facendoti pensare a una loro utilita. Io penso che concedere al sogno piu spazio del consentito sia deleterio per se stessi col rischio di finire a sognare sempre di piu come fuga da una realta che non piace, ma che non ci piace non perche sia brutta ma perche siamo noi non capaci di modificarci e quindi l unico cantuccio sicuro e il sogno che cressce fino a diventare un grattacielo di cui non troviasmo piu la porta per uscire, mi pare che sante erano le parole-lasciate ogni speranza voi che entrate- piu che moltyeplici sedute terapeutiche. Credo che individui illuminati come Freud lo sapessero ma che abbiano applicato la loro pazienza sia per studio personale sia per aiuto ad individui che con i loro sogni chissa dove sarebbero andati a finire, individui pero di per se gia in grave pericolo. Ezio Franzutti <smile00368@virgilio.it>
L'Italia è un paese artificiale, mai stato unito
31 gennaio 2010
Caro Camon,
non è solo che l’Italia sia rassegnata ai disastri, ma è un disastro essa stessa. Non è facile trovare uno stato come il nostro, i cui abitanti proprio non hanno il senso dello stato.
Il problema è storico e deriva da un Risorgimento che non è stato come quello che viene insegnato a scuola. Gli stessi Savoia non miravano a un’unità degli italiani, bensì a una corposa crescita dei loro possedimenti, frutto di una mentalità più feudale che da evo moderno. Quanto all’entusiasmo dei nostri connazionali a essere uniti è tutto da provare, perché, a parte pochi, la maggior parte fu completamente indifferente all’idea di una nazione italiana. Gli stessi referendum per approvare l’annessione al Piemonte non furono che mere ratifiche, spesso fasulle e con la partecipazione di pochissimi votanti, limitata a chi fruiva di un reddito che poteva essere definito da benestanti.
L’Italia, da secoli divisa in stati e staterelli, era ancora strutturata feudalmente e quindi indietro di secoli rispetto ai maggiori paesi europei. Questo frazionamento eccessivo comportava anche una vocazione ad ambiti ristretti, quasi da paese, e quindi gli abitanti di uno staterello tendevano a considerarsi diversi da quelli di un altro, fatta salva la comunanza della lingua, quella che ancora oggi solo ci unisce.
Vivere in una cerchia tutto sommato ristretta tende poi ad accentuare l’interesse particolare e quindi si spiegano i corporativismi oggi esistenti. Unificata l’Italia, restava solo fare gli italiani, ma questo non è avvenuto. Ci provò Mussolini, ma si accorse che era tempo perso, tanto che all’epoca della Repubblica Sociale Italiana vagheggiò uno stato corporativo.
Ieri sera in tv c’era Bocca, un Bocca disilluso, consapevole che non cambieremo mai, tanto bravi, ma non sempre, individualmente, quanto pessimi nell’insieme.
Sì, da noi le disgrazie sono quasi sempre annunciate, un fenomeno che da sempre ci caratterizza, segno evidente che un cambiamento non è possibile, a riprova che non esiste un’effettiva identità nazionale.
Cordialmente
Renzo Montagnoli <rmontagnoli@alice.it>
A noi italiani manca il senso della Patria
29 gennaio 2010
Senza falsi pudori, lei ha indicato al suo esterrefatto amico straniero la quantità delle cose che nel nostro paese non vanno. Le confesso che con i miei amici stranieri io ho tendenza, forse per colpevole debolezza, a mostrare piuttosto quelle che vanno, anche se non sono molte.
Cercando le ragioni per cui cio' avviene in maniera cosi’ generalizzata solo nel nostro paese, mentre non accade cosi’ negli altri, non l' è venuto in mente, egregio Camon, che di gran lunga la ragione principale che spiega questo nostro disastro nazionale sia l'assenza totale di senso civico di noi italiani?
I valori assenti di Nazione e di Patria (valori che ancora oggi da noi si fatica a pronunciare senza una certa esitazione, un qualche vago pudore e magari un tantinello di timore!) hanno lasciato un vuoto pauroso che ha finito inevitabilmente per essere riempito dall' individualismo esacerbato e dal menefreghismo generalizzato.
Perché è legge universale e inesorabile quella che stabilisce che i cittadini, o si ritrovano nella difesa dei valori comuni della nazione e della tradizione e da essi traggono l'esigenza di ogni buon comportamento civico nell’interesse e per il bene di tutti, oppure finiscono inesorabilmente (la natura non ammette il vuoto) per sostituire quei valori con quelli della loro parrocchia personale, religiosa o meno, con quelli lasciati in eredità dalla storia del posto in cui vivono, dalla particolare educazione ricevuta, del partito politico cui aderiscono o anche con quelli che di volta in volta essi si fabbricano a seconda della loro indole, dei loro gusti o interessi e che possono esser rinvenuti perfino nei colori della propria squadra di pallone.
L'Italia è certamente un paese relativamente giovane. Lo riconosco, come riconosco che viene da una storia precedente ricca di divisioni senza fine. Ma questo non spiega tutto; anche la Germania è un paese giovane. L'assoluta, totale, inspiegabile assenza di senso civico che, contrariamente ai popoli, non dico d'Europa, ma del mondo intero, caratterizza il nostro popolo, io me la spiego, almeno in parte, col disprezzo e la distruzione accanita e sistematica del valore della nazione e della patria che la sinistra comunista ha inculcato nell'animo del nostro popolo. Al tempo del fascismo, lo dico senza ignorare nessuna delle pecche di quel regime, in Italia c'era maggior senso civico.
Non è certo il più piccolo dei danni che la nefasta dottrina comunista ha recato al nostro paese, nè il solo: basti pensare al dogmatismo massimalista col quale ha contaminato l'anima di larga parte dei nostri simpatizzanti di sinistra, financo tra quelli che, almeno a parole, si dichiarano "moderati" e che è la causa che inchioda la sinistra italiana all'immobbilismo e la costringe a essere un peso morto nella politica, con grave danno per l’intero paese.
Lo dica al suo amico straniero e se lo dica anche a se stesso. Eviti di credere e di fargli credere, semmai ne avesse l’intenzione, che la colpa è di Berlusconi.
Con simpatia
Carlo SIGNORE <lettere@lastampa.it>
il sig. carlo signore che le scrive non si rende conto che non si puo
pretendere che esistano senso civico e valori di patria se nessuno li
ha mai praticati, se nessuno li ha indicati se nessuno, salvo quando si
va a baciare le bare per puro spettacolo, da anni non ha fatto niente
per far sentire questi valori anzi per disgregare quei pochi rimasti,
non a caso abbiamo ora ministri che bruciavano la bandiera.Non e certo
colpa di Berlusconi, non e colpa nemeno della sinistra, e colpa di noi
tutti. Quando si assiste al menefreghismo generale npon si puo
pretendere che i politici non lo siano, perche i politici escono dalle
nostre file, i nostri politci siamo noi. Noi sporchiamo le strade, noi
ci disinterssiamo del prossimo, noi ci disinteressiamo del paese, noi
non abbianmo amore, noi non abbiamo coscienza civile, noi ce ne
freghiamo dei poveri, noi pensiamo che gli altri muioiono ma che noi
viviamo e poi vorremmo che alcuni di noi ossia i politici, che sono
nostra espressione fossero diversi, ma come si puo pretendere. In
Austria tutto e pulito perche e il popolo che e pulito e i politici
sono il popolo. Qui da noi manca essenzialmente il concetto di popolo
con completa assenza della identita. Da noi il popolo pensa solo all
isola dei famosi e critica e critica ma non fa niente. Ezio Franzutti
"smile00368@virgilio.it" <smile00368@virgilio.it>
Vale anche oggi il diritto di Sterminio
29 gennaio 2010
A noi civilizzati europei, italiani in particolare questo puo sembrarci
strano, inaudito, impossibile, inacettabile, ma accade e accadra
sempre. Noi siamo un popolo che non ha lo spirito della tigre, che non
sente pulsioni animalesche, ataviche ancora che fanno parte dello uomo
non ancora perfettamente civilizzato, per noi e difficile capire. Ma
senza risalire a Stalin, a Hitler e fermandoci nel contemporaneo
abbiamo avuto in questi anni gli stermini nella sfasciata ex Jugoslavia
sterminio in popoli che effettivamente non sono ancora integrati e che
quindi si ripetono perche l odio e insito nella natura dell uomo, anzi
non sarebbe uomo come si stanno avviando a essere i popoli civilizzati,
amorfi, non pronti alla lotta, al combattimento e quindi pure allo
sterminio. Nella nostra forma di civilta pero si stermina in altra
maniera, si stermina non aiutando con danaro chi ne ha bisogno e chissa
quanti sono morti gia in Italia per questo motivo intanto che ci
riempiono di tasse, che ci parlano del debito pubblico, della
disoccupazione e della crisi. Chissa quanti devono prepararsi a morire
ancora per questi motivi prima che qualcuno cominci a provvedere a
sanare questo sterminio che e gia in corso, ma e soft, non proprio
palpabile ma presente, forse peggio degli stermini veri perche molto
piu ipocrita. E quanti Palestinesi dovranno ancora morire prima che
Israele che ha tanto sofferto come dice, capisca che non ha il diritto
a far soffrire gli altri confinati, ghetizzati in quel fazzolertto di
territorio che gli hanno lasciato, pure queston e uno sterminio,
motivato pero dalla presenza dei kamikaze, non capiti ma tanto
somiglianti ai partigiani italiani. Allora perche non capire pure Bin
Laden che si prepara a sterminarci.
Ezio Franzutti <smile00368@virgilio.it>
Salvando le tradizioni salviamo noi stessi
22 gennaio 2010
Ho apprezzato questo articolo, perché il culto delle tradizioni non è frutto di un credo conservatore e quindi reazionario, bensì è la base indispensabile per un razionale progresso. Chi non ha memoria del suo passato, dei suoi legami, vive un presente allo sbando ed è incapace di costruire il futuro.
L’integrazione, con reciproci benefici, risiede anche nel permanere delle tradizioni, nella consapevolezza che esse possono avvicinare e non allontanare e che sono gli strumenti indispensabili per sapere chi siamo e dove andiamo.
Renzo Montagnoli <montagnoli@alice.it>
Siamo in decadenza. Di chi è la colpa?
21 gennaio 2010
Gentile dott. Camon,
ho letto con vivo interesse il suo articolo di ieri riguardante il processo di
"rivalutazione craxiana" che stiamo vivendo in questi giorni, o meglio che in
questi giorni si sta manifestando e concordando con la sua analisi mi sono
fatto numerose domande, inevitabilmente destinate a non ottenere alcuna
risposta.
Ho trentasette anni, e quindi pur non essendo più un ragazzo rimango comunque
un giovane che ha vissuto il suo "periodo d'oro" negli anni ottanta, in piena
era craxiana. Ricordo molto di quegli anni, l'americanismo spinto contrapposto
al comunismo allora visto come unico male e l'immagine di un benessere che
apparentemente non conosceva limiti al suo sviluppo. In realtà non sapevamo che
quello che stavamo vivendo non era l'espansione del nostro benessere ma
l'inizio del suo declino.
A quell'epoca, preda dei miei furori adolescenziali e probabilmente in cerca
di un'identità ero un fervente missino (per quanto lo può essere un teenager),
poi col passare degli anni il mio pensiero si è spesso modificato fino al punto
di portarmi su posizioni del tutto contrapposte rispetto a quelle delle
origini.
Pur avendo vissuto questi periodi non riesco tuttavia a riconoscermi in quello
che questo paese è diventato, non da un punto di vista economico bensì sociale
e culturale. Non voglio annoiarla sulla solita lamentela su quanto eravamo
virtuosi e altre amenità simili ma devo ammettere che ci sono cose che
sinceramente non riesco a comprendere.
Il primo aspetto è quello che io ho battezzato la sindrome da "maestra non
sono stato io". Era l'ultima risorsa, peraltro senza alcuna speranza di
successo, cui noi da bambini ricorrevamo per cercare di evitare la giusta
punizione dopo una qualche marachella. Un tentativo di negare l'evidenza sempre
e comunque di fronte al quale, solitamente, la lavata di capo diventava ancora
più pesante da digerire. Oggi accade l'estatto contrario, a scuola come nella
vita pubblica.
Non voglio citare Papa Benedetto, figura per il quale non nutro decisamente
alcun affetto, nelle sue invettive contro il revisionismo benchè in questa
occasione mi sembra possa aver centrato il punto, forse senza saperlo. Tutto è
diventato un'opinione e un punto di vista, nulla più è verità assoluta.
Berlusconi continua a fare leggi che sistematicamente coincidono con la sua
situazione personale? E' un punto di vista. In tutti questi anni di governo del
centrodestra il debito pubblico è salito a dismisura? Punti di vista. Il
livello culturale medio della nostra cittadinanza è sceso fino a sfiorare
sacche di analfabetismo e seminalalfabetismo da inizio del ventesimo secolo?
Punti di vista anch'essi...
La domanda che io mi pongo è: "come siamo arrivati a questo?". Non è possibile
che la pochezza di un'opposizione fallita giustifichi ciò che stiamo vedendo
giorno dopo giorno. In qualsiasi paese del nord europa una simile classe
politica non si sarebbe mai potuta insediare, perchè qui si? Perchè un ministro
che da dei panzoni agli agenti di polizia viene difeso a spada tratta da
larghissimi strati della popolazione e in Inghilterra sarebbe costretto a dare
le dimissioni dopo cinque minuti? Siamo davvero diventati un popolo di buzzurri
e ignoranti al punto da ritenere normali queste uscite e non indignarci più di
nulla?
Non voglio annoiarla ancora, le domande che vorrei farle sono ancora molte ma
essendo lei una persona certamente oberata dagli impegni meriterà già una
grande lode se sarà riuscito a leggere fin qui senza prima cestinare questa
missiva. La ringrazio ancora dei suoi articoli, per chi sa leggerli sono una
bacchettata al cattivo genio che è dentro ognuno di noi e per molti, aimè,
anche fuori.
Con stima
Danilo Valle "nurmenel@libero.it" <nurmenel@libero.it>
RISPOSTA: La sua è una domanda complessa, e meriterebbe una risposta articolata. Siamo in declino, ci indebitiamo, non riusciamo ad ammodernare né la scuola né la Giustizia né le Istituzioni, le cause sono molte ma la principale sta nella classe politica, detta anche Casta. Non ci rappresenta. Non viene eletta, ma si autonomina. Sale al potere non per meriti verso la società, ma verso i partiti. Non è espressione di una meritocrazia, e non sa applicare la meritocrazia nella società. In gran parte deputati, senatori, ministri, magistrati, sono anche, intellettualmente, assai mediocri. Abbiamo visto sentenze, anche della Cassazione, ridicole. Decreti di Legge contraddittori. Leggi, già varate, incostituzionali. Essendo la Casta espressione del Potere, non si occupa della gente, ma del potere: e per uscire dalla crisi pensa alle banche, non ai lavoro.
Ma Craxi non era un latitante?
20-21 gennaio 2010
Piccolo contributo di segno leggermente differente all"azzeramento"
della balla intitolata "Craxi statista".
Non ricordo dove l'ho letto, ma qualcuno ha avuto la faccia tosta di
menzionare, quale ennesimo merito dell'ex capo dei socialisti
italiani, il suo aiuto anche materiale a tanti esponenti del dissenso
dell'alora "blocco sovietico". A parte il fatto che non c'era leader,
partito, movimento socialista dell'Europa occidentale che non si
adoperasse in tal senso; ma di quale aiuto materiale del Craxi si
parla? Di quello con i soldi delle tangenti ovvero dei contribuenti
italiani?
Appunto, caro Camon, non c'e' grandezza al di fuori della morale.
Anzi, al di fuori della morale ci puo' essere solo altra e ulteriore
immoralita'.
Sandro Damiani <sandamiani@gmail.com>
Un reato non è più un reato perché lo commettono tutti?
E’ una moralità immorale quella che guida un uomo a giustificare il suo operato dicendo che, poiché tutti fanno così, violando la legge, il reato non esiste più.
Ci sono due osservazioni da fare:
1) Tutti lo fanno, ma tutti chi? Non tutti i cittadini di uno stato, ma solo una parte di essi che rubano agli altri, che sono largamente i più; un’osservazione questa da quattro soldi, che non rende onore a un uomo che aveva la pretesa di essere un grande statista;
2) Il fatto che un reato venga di continuo commesso e, ipotesi non plausibile, fosse perpetrato da tutti finirebbe con l’essere depennato dal codice penale solo con una legge, ma poiché allora tutti potrebbero avvantaggiarsene non ci sarebbero più derubati, perché un ladro non ruba a un ladro.
Mi permetto di aggiungere un’ultima osservazione:
ci sono personaggi che è meglio dimenticare che ricordare, a meno che chi commemora non sia della stessa pasta.
Renzo Montagnoli <montagnoli@alice.it>
Camon,sei un burattino, hai capito che per scrivere sul Bugiardello (com'io chiamo il giornale dove scrivi)devi parlare male di persone che non sono sinistroidi oppure dipietristi infatti,infatti io ho scritto 3 lettere contro qull"arrivista di Tonino e non sono state publicate ma se scrivevo contro Berlusconi sicuramente le publicavano,tu caro Camon prima di parlare male di Craxi dovresti analizzare da chi è stato giudicato,personaggi come il BURRATTINAIO Borrelli il rufiano della magistratura milanese che hanno preso come BURATTINO tonino,la persona più ambigua di qusto Mondo la più cattiva,una persona che per arrivare al suo scopo a fatto piangere famiglie,a fatto morire di crepaquore,e suicidate diverse persone,risultate poi tutte innocenti,infatti questo personaggio a formato un partito a personam,prende 10 volte più soldi da quando era magistrato,può gestire la sua azienda IDV,che con l"aiuto dei suoi amici magistrati a insabbiato la storia di suo figlio,adesso questo BURATTINO sta diventando il BURRATTINAIO e sta gestendo voi BURATTINO come meglio crede,si caro Camon anche tu sei un BURATTINO,speriamo che la gente normale capisca questo arrivista e lo giudichi per quel SIRIAL KILLER qual"è. MEDITATE GENTE MEDITATE. macchi.antonio@gmail.com