Giornali, Sarajevo
Se tu proponi al direttore un articolo sui serbi che bombardano Sarajevo, e il direttore te ne chiede uno sulle vacanze di Ferragosto, il tuo direttore bombarda Sarajevo.
Se poi il tuo direttore ti dice che i lettori preferiscono le vacanze, anche i tuoi lettori bombardano Sarajevo.
Se poi fai l’articolo sulle vacanze, anche tu bombardi Sarajevo.
E allora i serbi entrano a Sarajevo e la Bosnia crolla.
Se a quel punto parti per le vacanze, vuol dire che era ciò che volevi. Il direttore e i lettori ti hanno spiegato a te stesso.
Comandante-Dio
Chi comanda non deve entrare in contatto con chi è comandato: quest’ultimo deve sentire il comando come veniente da Dio.
Ateo
Benedetto Croce fu ateo fino a 8 minuti prima di morire. Poiché in quegli 8 minuti diventò pienamente credente, ateo non era stato mai.
Marilyn
Amare Marilyn non vuol dire essere eterosessuale. Le stanze dei gay sono piene di gigantografie di Marilyn.
Jancsò
Avevo un parente di nome Giulio che i tedeschi catturarono e prima d’impiccarlo sul ponte di Bevilacqua lo fecero camminare su è giù per l’argine col laccio al collo. Descrivere quella scena m’è sembrato un dovere di parentela. Poi ho visto che il regista ungherese Miklos Jancsò rappresenta la stessa scena in un suo film: da quel momento sento Jancsò come un parente.
Capitale
Le lettere delle grandi aziende hanno come intestazione la ragione sociale e il capitale versato: come se a scriverti non fosse un dirigente, un funzionario, un redattore, ma dodici milioni, sessanta milioni, cento milioni di euro. Chiunque sia a firmare la lettera, quel che firma ha un senso che dipende dalla quantità di quei soldi.
Spot
Nelle tv private la pubblicità vien calata nei momenti di maggior attenzione: tu aspetti l’assassino, e ti presentano la Toyota. Nei film di Fellini o di Woody Allen, la pubblicità ruba l’emozione estetica: il film ti prepara quella che Aristotele chiama catarsi, ti trovi i rigatoni conditi. Se si trattasse di un quadro di Raffaello, è come se il quadro venisse tagliato a fette, e tra una fetta e l’altra inseriti lavatrici, automobili, scarpe.
Ordini
Gli ordini più terribili, della mafia o delle SS, non devono essere comprensibili. Molti sono stati colpiti dalla mafia, e interrogati su dove han disobbedito rispondono in buona fede che non lo sanno. Nel lager le SS urlavano ordini ai nuovi venuti in tedesco, in modo che non comprendessero: la non comprensione non era ammessa e valeva la morte.
Immortale
Se ti capita in mano un autore molto noto, e cominci a leggerlo e smetti dopo poche pagine, è un autore morto. Se prendi in mano, per sbaglio o per distrazione, un autore sconosciuto, cominci a leggerlo e arrivi fino alla fine, quello è immortale.
Malattia
Se uno capisce a fondo una malattia che non ha mai avuto, vuol dire che l’avrà.
Autoanalizzato
“Mi sono analizzato scrivendo”, ripeteva Moravia: e nel mondo è diventato l’esempio che uno si guarisce da solo. Ma c’eran giorni in cui “tirava le cuoia”, cadeva sul pavimento e tremava, tra raffiche di convulsioni, mentre Elsa Morante cercava di bloccarlo premendolo con le ginocchia; c’eran mattine in cui non riusciva ad alzare le braccia, per infilargli il golf la moglie doveva tirargli su le mani come si fa con i morti; c’eran sere in cui voleva fare una passeggiata, ma i piedi si muovevano solo in tondo, obbligandolo a fare più volte il giro dell’isolato, finché per disperazione decideva di rientrare in casa. Si considerava guarito. Molti, nelle sue condizioni, si sarebbero uccisi.
Piccoli scrittori
I grandi scrittori sono quelli che descrivono un’epoca lunga e solida, di cui la loro vita è un frammento: nascono con l’epoca già collaudata e dispiegata, non hanno altro da fare che guardarla, confermarla e specchiarla. L’epoca si ripete davanti a loro, chiara e senza contraddizioni. Nelle civiltà che durano poco, una porzioncina della vita, non possono esistere grandi scrittori: davanti a loro non si succedono che contraddizioni, correzioni, negazioni, capiscono un’epoca quando già si trovano in un’altra. E’ come in un tiro al bersaglio, con sagome fisse e sagome mobili. Se vince chi fa più punti, il tiratore sulle sagome fisse ha un vantaggio incolmabile.