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Il sito ufficiale di Ferdinando Camon

Ferdinando Camon


 

Scrivere e dintorni

 

 

Scrivere sotto pseudonimo

Un buon consiglio da dare a un esordiente è di adottare un nome falso, e non svelarlo mai per tutta la vita. Un'opera non può circolare speditamente se deve trascinarsi dietro l'autore. Solo le opere anonime arrivano in fondo alla strada, le altre vengono continuamente bloccate da parenti, conoscenti, amici e nemici di chi le ha scritte. Finché si fa sera, e non ripartono più.

Tuo padre e tua madre, tua moglie e i tuoi figli, i tuoi studenti, il tuo direttore, i tuoi nipoti, non devono sapere cosa sogni, cosa scrivi, perché questo modifica e rovescia quel che sei come marito, come padre o figlio, come dipendente o dirigente. Ti smentisce. Se scrivi un libro, rendi impossibile il tuo ruolo di padre o marito. Se tua moglie o la tua amante sanno che tu sei l'autore di un libro che hanno letto, non saranno più la moglie o l'amante che erano prima.

Quando pubblica un esordiente, l'editore dovrebbe spedirgli la lettera contrattuale domandandogli: "Quomodo vis vocari?".

 

Chi ha ucciso Pasolini? Nessuno

Su Pasolini, Moravia ha ripetuto un concetto che gli era caro: «All'epoca dei Greci avremmo affermato che l'ha ucciso il Fato, nel Medioevo cristiano che l'ha ucciso il Male: oggi concludiamo che l'ha ucciso il Nulla». Ho cercato di fargli riconoscere che è più facile uccidere quando l'assassino è il Nulla invece che il Male, e che dunque a uccidere Pasolini siamo stati noi, artefici del Nulla: noi, i Moravia.

 

Accettare la morte di Pasolini

Pasolini è morto nella notte tra l'1 e il 2 novembre. C'è qualcosa di oscuro e d'inconfessato in quella morte, qualcosa che s'è aggravato col tempo, per colpa dei suoi amici romani. Riguarda la sessualità. Fin dalla scoperta del cadavere, gli amici han cercato di nascondere la morte per omosessualità e di costruire la morte per antifascismo: Pasolini non era più morto per aver comprato un ragazzo alla stazione Termini, averlo portato al ristorante Al Pommidoro, con due m, offrendogli un piatto di spaghetti, e poi al lido di Ostia, su un terreno abbandonato e sporco, tra scarichi d'immondizie, ciuffi d'erba bruciata e cumuli di detriti, e qui aver avuto un rapporto sessuale che a un certo punto il ragazzo giudicò intollerabile, ribellandosi e scatenando la lotta, nella quale il regista-scrittore fu colpito con un'asse, cadde, e fu investito dalla sua stessa auto (un'Alfa Romeo 1750 metallizzata, dodici quintali) con cui il ragazzo fuggiva; no, nella versione degli amici romani Pasolini era morto perché una squadra di giovani fascisti lo aveva inseguito e raggiunto: una morte politica, ostentabile e meritoria, invece di una morte per omosessualità, vergognosa e indecente. Non si rendevano conto, quegli amici (Laura Betti, Dario Bellezza, Enzo Siciliano, Alberto Moravia, Stefano Rodotà, Antonio Tabucchi...), che non accettando quella morte per omosessualità, non accettavano Pasolini e lo uccidevano un'altra volta.

 

Perché la guerra scoppia di notte?

La guerre scoppiano di notte. Non solo per cogliere di sorpresa il popolo nemico, ma anche il proprio popolo. Una guerra è guerra anche al proprio popolo.

 

Scrittore piccolo ma interessante


Conoscere tutto degli scrittori disturba la lettura delle loro opere: scorri le pagine, e ti vedi davanti le malattie, i tic, le sregolatezze, le mancanze, gli sbagli, le sconcezze della vita di cui le opere sono figlie. Quando scorri l'indice di un’antologia, e passi da un nome all'altro, passi da una sessualità perversa, mal formata, a una professione sbagliata, a un fallimento in banca, all'abbandono dei figli, anche se l'autore si chiama Sant'Agostino, a una vigliaccheria in guerra, o, peggio, a una volontaria partenza per il fronte, e magari a qualche assassinio seminascosto. E' fortunato, dice Borges, l'autore che ha indovinato una sola cosa, una bella poesia, magari sul canto dell'usignuolo, e del quale non sai nulla: t'imbatti nel suo nome, e senti quel canto, null'altro, per l'eternità null'altro.

E' pericoloso essere grande. E’ una fortuna non esserlo. La vera fortuna è essere un piccolo con un lampo di grandezza. Basterebbe un lampo.

 

Scrittori e psicanalisi


Ci sono scrittori che rifiutano la psicanalisi perché hanno paura che, guarendo, non scriveranno più. Preferiscono scrivere senza capire, piuttosto che capire senza scrivere. Dunque, la loro scrittura è errore.

 

Stroncature

Il critico che ha stroncato una volta per sbaglio, è costretto a stroncare sempre per coerenza. Sbaglierà all’infinito, ma avrà prestigio.

 

Immortalità

Quando leggo un libro che m'interessa, ci faccio dei segni a matita: mai sotto le righe, sempre di fianco, sul bordo della pagina. Sporca di meno e si vede di più. Segno con uno striscio verticale i passi che contengono delle massime perenni, degli insegnamenti; con un asterisco i punti scritti bene, ben riusciti, che contengono una lezione stilistica. Anni dopo, riprendendo in mano un libro così letto, vado in cerca dei punti contrassegnati: sugli stessi punti riprovo le stesse emozioni, la memorabilità, l'insegnamento etico, la lezione scrittoria. Oggi ho fatto una scoperta che mi ha turbato: ho visto quei segni, e ho sentito quelle emozioni, tenendo fra le mani un libro che non avevo mai letto. Qualcuno lo ha letto e ci ha fatto quei segni, esattamente come li avrei fatti io, negli stessi punti, e per significare le stesse cose. Mi domando chi. Non può essere stato che il primo figlio, che ogni tanto preleva un libro dai miei scaffali, se lo tiene in camera per qualche giorno, poi lo rimette al suo posto. Non gli ho mai spiegato quel sistema, piuttosto complicato, di segnare i libri con diversi tipi di segni, ma lui deve averlo capito da solo, se li usa esattamente come faccio io. Questo pensiero ne trascina un altro: qualcuno legge i libri che io non leggo, ricavandone le reazioni che ne avrei io. E' come se ci fosse un altro io, che legge libri che io non so. Io sono due. C’è io e c’è un altro io. Questo pensiero ne trascina un altro: quando non ci sarò più, ci sarà qualcuno che continuerà a leggere i libri che saranno stampati dopo la mia morte, e li leggerà come se li leggessi io, con le stesse approvazioni e gli stessi rifiuti. Io continuerò a leggere anche dopo morto. Qui c'è una forma d'immortalità.

 

Visite dopo cena

Da qualche parte il Manzoni prende questa nota: "Ci sono scrittori a Milano che vengono a trovarmi ogni sera, dopo cena, per disfarsi della loro giornata e impossessarsi della mia". La vicinanza come egualità.

 

Traduzione

Se dichiari guerra alla Russia, prima ti conviene farti tradurre in russo, affinché le tue opere si salvino dall'incendio, nel caso che la Russia vinca la guerra, entri in casa tua e ti bruci la biblioteca.

 

Storia

 

La storia è un reato. L'uomo è il corpo del reato. L'analisi è il suo processo.

 

Inquisizione

Quando l'Inquisizione tortura in nome di Dio e il condannato prega lo stesso Dio, è il condannato che si tortura.

 

Battaglie degli dèi

Le battaglie degli uomini sono battaglie degli dèi: gli uomini ne sono la proiezione in terra.

Per far convivere gli uomini bisogna far convivere gli dèi: la fine dell'intolleranza coincide col politeismo.

 

Libro nuovo


"Io dichiaro finito un libro quando ne comincio un altro". Quando scrivi un nuovo libro capisci il precedente.

Ogni nuova opera modifica il senso delle opere precedenti.

I libri del nuovo secolo cambiano senso ai libri dei secoli passati.

La scrittura letteraria è questa continua modificazione, o sostituzione, di significati. Se una nuova opera non serve a questo, non serve a niente.

 

Censura e sadici

Il censore mette in opera un meccanismo fobico, e dunque via la censura, non possiamo farci governare dai fobici. Lo diceva Moravia. Ma i provocatori mettono in opera un meccanismo sadico. Vogliamo farci governare dai sadici?

 

Primo

Tutte le mattine il direttore si siede in poltrona e attende i fax dei collaboratori: chi ha capito qualcosa di nuovo, faccia la proposta. I collaboratori credono che chi capisce per primo, la proposta è sua, scriverà l'articolo. Non è così. Alle 5 del pomeriggio il direttore sceglie chi scriverà: ogni argomento è di chi l'ha capito per primo, ma chi l'ha capito per primo è colui che l'ha capito meglio.

 

Anima

Vescovi e cardinali si riunivano perplessi per discutere se gli indigeni d’America avessero l’anima. Intanto gli indigeni si riunivano in tribù, attorno ai bianchi catturati, e li tuffavano sott’acqua, per vedere se respiravano.

 

Insetti

Vedendo “Lamerica”«Lamerica», film sul disfacimento del comunismo in Albania, Vargas Llosa accusò il regista di presentare gli albanesi come insetti. Quando leggerà Manzoni lo accuserà di aver diffuso la peste a Milano.

 

Problema


Finché puoi impostarlo, non è un problema. Il problema è quello che non sai impostare.

 

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