Pubblicità - Advertisement
Il sito ufficiale di Ferdinando Camon

Ferdinando Camon

Strauss-Kahn e Berlusconi: il sesso dei potenti

 

Quotidiani delle Venezie 19 maggio 2011



Un amico francese, giornalista e scrittore, mi telefona: “Adesso tocca a noi vergognarci”. Allude al direttore del Fondo Monetario Internazionale, Strauss-Khan, francese, arrestato in America per violenza sessuale su una cameriera di colore. Che vuol dire, l’amico francese? Che ieri ci vergognavamo noi italiani, per gli scandali sessuali del nostro premier, adesso si vergognano loro, gli amici-rivali francesi? Quindi, siamo pari? Non siamo pari. Se la domanda è: è più scandalosa la condotta del premier italiano o del direttore monetario francese?, la risposta è: del direttore francese, senza dubbio.
Le due situazioni mostrano un lato in comune: son due potenti che si credono così potenti da permettersi tutto. Gira e rigira, i traguardi dell’uomo (maschio) nel corso della vita sono sempre due: denaro e sesso. I due alti esponenti dell’Italia e della Francia il denaro ce l’hanno già. Tanto. Non sanno neanche loro quanto. Strauss-Kahn è ricco lui, e ricchissima la moglie. Di Berlusconi è difficile valutare il valore dell’impero. Dalla vetta del potere economico, cercano la vetta del potere sessuale. Ma qui ci sono delle differenze, insormontabili, su tutti i piani, giuridico-penale ed etico-morale. Il francese cattura con la forza, violenta, umilia, usa e getta. Lui, uno dei sei uomini più potenti del pianeta, usa la forza bruta come un animale: sto alle ricostruzioni, alle testimonianze, alle riprese delle telecamere. Se la situazione si allevierà, sarò il primo a provar sollievo. Non risulta che l’abbia pagata, la cameriera, anche se adesso, nella ricerca di una via di scampo puntando sul rapporto consensuale, non è escluso che corra del denaro, e molto. Ieri si parlava di 6 milioni di dollari. L’ha trattata come una preda di guerra. Una prigioniera. Una schiava. Cosa testimonia, questo ripugnante scandalo francese? Che il super-potente si ritiene al di là del bene e del male. Non ha timore delle leggi, né morali né civili né penali. Fa quel che gli pare. Rende conto solo a se stesso, non alle persone che schiavizza, non a moglie o figli, non al paese che rappresenta. Perché fa così? Forse sragiona? Ma no. Né il nostro premier né il direttore francese del FMI sragionano. Perché prima d’ora hanno compiuto tanti atti disapprovabili, e gli era sempre andata dritta. Dunque, il potere si crede al di là del bene e del male perché “è” al di là del bene e del male. La giustizia non è uguale per tutti. C’è una giustizia per i potenti e c’è una giustizia per i deboli. Il francese, in Francia, se l’è cavata sempre.  
Detto questo, bisogna precisare che i due comportamenti, del direttore del FMI e del premier italiano, sono, per il resto (che è quel che conta), imparagonabili. La donna violentata (se così risulterà) dal direttore del FMI è una sua vittima. Le donne con le quali ha fatto sesso il nostro premier non sono sue vittime, si potrebbe perfino sostenere che loro sono cacciatrici, e il premier la vittima. Perché loro cercano potere, denaro, carriera, cariche amministrative, anche regionali, e cariche politiche, anche nazionali. E se le ottengono, è difficile considerarle vittime: sia lui che loro hanno quel che vogliono. Siamo noi, noi popolo, le vittime: perché ci troviamo sulla testa, a comandarci, persone che dovremmo aver scelto, e che non abbiamo scelto. Quando uno appaga la propria libido concedendo in cambio cariche pubbliche, coinvolge il sistema. Da noi, dunque, è marcio il sistema. Nel caso francese, è marcio l’uomo. Chi deve vergognarsi di più, noi o i francesi? Non rispondo. Sono due situazioni ignominiose, non c’è un di più. Ognuno dei due prova vergogna per la propria situazione, e nessun sollievo per la situazione altrui.

PS. Eventuali e-mail di consenso o dissenso vanno tra i "Dialoghi con i lettori". Chi non desidera che la propria email sia pubblicata, è invitato a dichiararlo. Chi taglia questo articolo e lo incolla nel proprio blog, è tenuto a citare il sito di provenienza, www.ferdinandocamon.it

Contattare il webmaster | design © 2005 A R T I F E X
© 2001-2005 Ferdinando Camon.
Ai sensi della legge 62/2001, si precisa che il presente sito non è soggetto all'obbligo dell'iscrizione nel registro della stampa, poiché è aggiornato a intervalli non regolari. Il sito è ospitato da Register