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Ferdinando Camon

Ruby: l'uomo Berlusconi distrugge il politico Berlusconi

Quotidiani delle Venezie 6 aprile 2011


Oggi comincia il processo Ruby. Il mondo ci guarda. Sarà un’udienza “di smistamento”, per trovare una data in cui sia presente il nostro capo del governo, ma tutte le tv della Terra, dalla CNN ad Al Jazeera, son già insediate stabilmente in casa nostra. Aspettano d’immortalare l’interminabile sfilata delle ragazze delle cosiddette “notti di Arcore”, dovrebbero essere 49, qualcosa come una decina di harem (del giorno d’oggi) messi insieme. Il più discreto e più fidato degli amici di Berlusconi, Gianni Letta, s’è lasciato sfuggire un lamento: “Temo la sfilata delle donnine più dei pugnali dei congiurati”. Vuol dire che le apparizioni di queste donne saranno altrettante pugnalate all’immagine del nostro Cesare. Alcuni giornali si chiedono: dissanguato da quelle pugnalate, il corpo del nostro Cesare cadrà? La bomba che può ucciderlo è lo scandalo?
Se è lo scandalo, lui non fa che moltiplicarlo. Ogni settimana inventa una barzelletta sconcia. L’ultima è dell’1 aprile, ed è consegnata alla storia come “la barzelletta della mela”. Il lettore non mi chieda di raccontargliela, perché se uno mi dice che aggiungendo cinque righe sporcacciuole a un mio libro o a un mio articolo io guadagno cinquemila lettori in più, non per questo le aggiungo. A tutto c’è un limite. Il lettore può rimediare da solo, chiede a Google “Berlusconi barzelletta mela”, e Google gliela sbatte sotto gli occhi. Il contesto della barzelletta è politicamente tragico e scorretto. Tragico: la crisi libica imperversa, l’immigrazione tunisina diventa uno “tsunami” (parola di Berlusconi), Europa e America decidono il rapporto con l’Africa e ci escludono, non si sa se la Fiat se ne va. Scorretto: una delegazione di sindaci della Campania, tutti del PDL, circondano Berlusconi per convincerlo a fermare lo stop alle case abusive. E il premier tenta di accattivarseli con una storiella triviale. È il nucleo duro del sistema che ci governa. Siamo in crisi, non riusciamo a capire se la crisi stia finendo o sia ancora agli inizi, abbiamo tutti meno soldi e più spese, i figli vorrebbero lavorare ma non c’è lavoro, scuola e cultura vanno sempre peggio, e il vertice della politica è trascinato in un processo che viene individuato con i suoi dati memorabili, sesso con una minorenne, corruzione di magistrati, spettacoli hard nella villa del premier, 10-20-30-40 ragazze coinvolte a turno, quelle che la moglie del premier definiva “offerte in pasto al drago”. Veramente, la moglie parlava di “vergini offerte al drago”, ma sul “vergini” non fa garanzia nemmeno la minore età. Sulla quale comunque dobbiamo intenderci. C’è un intellettuale e giornalista, acuto, che sostiene il diritto di ognuno di fare quel che vuole sotto le lenzuola, con ciò liquidando il problema delle minorenni. Non è vero, il sesso con una minorenne non è un diritto per nessuno, e non ha importanza se la minorenne è consenziente: il consenso di  una minorenne non vale. Se ti piace una minorenne è affar tuo, ma se vai con una minorenne è un affare del tribunale. Ormai pare che la porcheria sia un vanto. Una delle donnine dichiara apertamente di aspirare alla guida del Ministero degli Esteri. Siamo al fondo dell’abisso. Un giorno saranno assegnate tesi di laurea intitolate “Il bacio”, intendendo Andreotti, e “Il bunga bunga”, intendendo Berlusconi. A scrivere quelle tesi, i laureandi godranno fino allo sballo. A vivere quelle storie, noi, oggi, ci sentiamo umiliati e depressi, tutti, berlusconiani e anti. Anzi, più i berlusconiani. Perché non era questa la conclusione inevitabile del berlusconismo. Berlusconi aveva conquistato un consenso enorme, stracciando l’opposizione. Ma l’ha sprecato. Non è Bersani che distrugge Berlusconi, né D’Alema né Fassino. È l’uomo Berlusconi che distrugge il politico Berlusconi. Ne sta facendo strame.

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