"Avvenire" 27 gennaio 2011
Home Page » Indice
articoli » 22 ottobre 2006
Mike Bongiorno: il sequestro del morto
Hanno rubato la salma di Mike Bongiorno. Che cos’è il furto di una salma? È il sequestro di un morto. Il sequestro è un ricatto ai parenti: pagate se volete il vostro caro. Il furto di una salma ha lo stesso scopo: estorcere denaro a coloro che rivogliono la salma al suo posto. Dunque siamo arrivati a questo: al lucro sui morti e sepolti. L’etica del “denaro sopra tutto” fa questo nuovo passo. Parliamone.
Chi vuol sequestrare un morto, voleva già sequestrarlo da vivo. Ma era più difficile: un vivo ricco si cautela, ha delle guardie del corpo, studia gli itinerari, se riesci a prenderlo hai il problema di come e dove custodirlo, perché lui vorrà sempre scappare e i suoi vorranno sempre trovarlo. Tutto questo rendeva difficile e svantaggioso il sequestro, alzava i costi e abbassava i profitti. Il furto di una salma è tutto il contrario: la salma è facile da portar via, è facile da custodire. Noi in Italia purtroppo abbiamo avuto una lunga fase di sequestri, e abbiamo imparato molto: abbiamo imparato che il sequestro è un “affare” nel senso economico del termine, un’operazione che a fronte di investimenti in capitali e costi, porta un profitto. Il profitto è tanto più alto, quanto più bassi sono i costi. Il sequestro di un imprenditore era costoso e difficile. Il sequestro di una donna era più facile, quindi più conveniente. Facilissimo, quindi convenientissimo, il sequestro di un bambino. Adesso scopriamo che c’è un sequestro più facile ancora: quello del morto. Ogni sequestro è un oltraggio morale: il sequestro di un uomo d’affari è un oltraggio alla società, di una donna o un bambino un oltraggio alla famiglia, di un morto un oltraggio al culto dei morti, al rispetto della morte, anche della propria morte. Il sequestratore si mette fuori dell’umanità. E della civiltà. La civiltà è nata col culto dei morti, nel quale era compresa l’idea che noi siamo i continuatori dei nostri padri, loro vivono in noi. In tutte le civiltà il culto dei morti è sacro. Perciò la famiglia di Mike Bongiorno fa appello ai sequestratori in nome di due valori: “il senso civile” e il “rispetto del sacro”.
Nella civiltà che stiamo attraversando, la vita è una lotta continua per procurarsi denaro, una caccia al denaro, il denaro è sentito (è il grande inganno contro il quale la cultura deve lottare) come l’equivalente di tutto, il denaro compra tutto, carriera prestigio sentimenti titoli vittorie, perfino sesso e amore. Il sequestro dei vivi diceva che questa lotta arrivava al punto di mangiare le vite degli altri, era una forma di cannibalismo. Il sequestro dei morti dice che questa lotta per il denaro, che ci mette uno contro l’altro, non termina con la morte: anche il morto può diventare una preda. Il cannibalismo insegue le vittime nell’aldilà.
Non è il primo caso di furto di una salma che si verifica in Italia, purtroppo c’è già una piccola serie di episodi. La storia del sequestro tenta dunque una nuova fase. La speranza di tutti è che questa fase non attecchisca, e c’è un buon motivo per crederlo. Proprio perché è un crimine facile, il furto delle salme viene pensato e attuato da piccole bande improvvisate. La salma di Enrico Cuccia fu ritrovata, e i rapitori apparvero così ingenui che il giudice s’impietosì e la famiglia li perdonò. Quel che meritano gli autori di questi crimini, infatti, è la pietà.
PS: Eventuali email di consenso o dissenso finiscono tra i "Dialoghi con i lettori".