Pubblicità - Advertisement
Il sito ufficiale di Ferdinando Camon

Ferdinando Camon

I valori della Destra e della Sinistra

Quotidiani delle Venezie 17 novembre 2010


 
Fabio Fazio ha portato in tv Pierluigi Bersani e Gianfranco Fini a leggere l’elenco dei valori di sinistra e di destra. Un gesto utile ma nello stesso tempo ingannevole. Ingannevole perché vuol dire che Bersani rappresenta la sinistra, e non è sicuro, e Fini rappresenta la destra, ed è ancor meno sicuro. Se cade Berlusconi ci sarà, a destra e a sinistra, il più vasto ricambio generazionale della repubblica. Cambierà la storia dell’Italia e la vita degli italiani, nelle case e nel lavoro. Ma dicevo che il confronto Bersani-Fini è stato utile: chiarisce cos’è in questo momento la destra e cosa la sinistra. Ed è un chiarimento di cui c’era bisogno.
La sinistra mette “al primo posto la difesa dei più deboli”. Essere debole non è una colpa, essere forte non è un merito. Se si vuol applicare la meritocrazia, non la si applica alle condizioni sociali, ma a quanto uno fa tenendo conto delle condizioni in cui è.
“La nostra Costituzione è la più bella del mondo”, e va difesa così com’è. In realtà tutto cambia, e la nostra Costituzione, pensata quando l’Italia usciva dal fascismo, divisa in regioni normali e speciali, calata in un’Europa spaccata in blocchi nemici e armati, potrebbe trarre vantaggi da aggiornamenti che ripianino i rapporti tra le regioni e tengano conto che nemici interni non ce ne son più.
“Salute, istruzione e sicurezza” non vanno rimessi al mercato. Perché chi compra quei beni compra la nostra vita. Dunque sono beni sui quali non si possono infliggere tagli dei finanziamenti, neanche in tempo di crisi? Pare di sì. Se Bersani vince, non taglia qui? E dove taglia? Sarebbe importante saperlo.
“Il lavoro non è tutto (è un’ok al Papa), ma questo può dirlo soltanto chi il lavoro ce l’ha” (un ok ai sindacati). La vita non si esaurisce nel lavoro, ma senza lavoro non è vita.
“Chi non paga le tasse ruba ai più poveri”. È vero, ma il problema è: come far pagare gli evasori? E come punirli?
“Sulle condizioni delle donne si misura la civiltà di un paese”: è la nuova frontiera della eterna rivoluzione sociale, chiamata democrazia.
“Il pianeta non è nostro, dobbiamo migliorarlo, non impoverirlo”: i nostri consumi consumano la vita dei nostri figli. La Chiesa è d’accordo.
“Come muoio io, lo decido io e non il Parlamento”: è un colpo contro la Chiesa e pro eutanasia.
La destra parte dall’orgoglio: “È bello essere italiani, l’Italia ha un patrimonio culturale che il mondo c’invidia”. L’orgoglio ha la fonte nella storia, è orgoglio del passato.
I soldati italiani in missione nel mondo sono “generosi”: qui c’è un orgoglio militare (senza il quale non c’è destra) non per la forza ma per la virtù. È un nuovo modo di sentire come “eroi” i nostri caduti.
Destra vuol dire “senso dello Stato, etica pubblica e doveri”: l’individuo in funzione dello Stato, non viceversa. Bisogna insegnare nelle scuole che Falcone e Borsellino sono “eroi”. I modelli per i giovani restano gli “eroi”, come sempre nella destra, ma questi sono eroi nuovi: caduti per la Giustizia, contro il crimine.
Le istituzioni devono essere “autorevoli”, altrimenti c’è “anarchia”. Autorevoli, non autoritarie. L’autorevolezza è attribuita dai cittadini, non imposta dalle istituzioni. L’autorevolezza va meritata. Un modo per dire che in questo momento ci sono autorità che guidano le istituzioni e non lo meritano?
Chi governa la cosa pubblica “non deve far differenza tra figli degli imprenditori e figli degli operai”: tutti uguali ai blocchi di partenza, poi vinca il migliore.
Sono programmi meravigliosi. A parte l’eutanasia (sinistra sì, destra no) e i militari all’estero (sinistra no, destra sì), gli altri punti non sono alternativi, sono complementari. Perché non si mettono d’accordo per realizzarli insieme, almeno nei momenti di crisi? E scusate, adesso non siamo in crisi? Forse ognuno teme di perdere voti, e punta ai voti, non al programma? E questo cos’è, di destra o di sinistra? O tutt’e due?

PS. Le email di consenso o dissenso sugli articoli son pubblicati nella senzione "Dialoghi con i lettori".

Contattare il webmaster | design © 2005 A R T I F E X
© 2001-2011 Ferdinando Camon.
Ai sensi della legge 62/2001, si precisa che il presente sito non è soggetto all'obbligo dell'iscrizione nel registro della stampa, poiché è aggiornato a intervalli non regolari. Il sito è ospitato da Register