"La Stampa - Tuttolibri" 6 novembre 2010
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articoli » 22 ottobre 2006
Pasolini è morto per niente?
“Meglio essere appassionati di belle ragazze che gay” ha detto Berlusconi il 2 novembre. Era l’anniversario della morte di Pasolini, e Pasolini ha fatto capire molte cose con i suoi libri, i suoi film e i suoi articoli, ma anche con la sua morte. È una morte sulla quale non abbiamo mai smesso di ragionare. Non sappiamo se Pasolini ci ascolti e ci risponda, da qualche parte nel di qua o nel di là (Vito Mancuso dice sì senz’altro, Giulio Giorello dice no certamente), ma possiamo dire che, se ha sentito quella battuta del premier, dentro di sé avrà pensato: “Ma allora io sono morto per niente?”. Pasolini ha vissuto la sua omosessualità come natura, esattamente come Berlusconi vive la propria eterosessualità. Il primo non aveva colpa della sua natura, come il secondo non ne ha merito. Ognuno è quel che è, vive per quel che è, ed è civile se riconosce lo stesso diritto agli altri. Se non glielo riconosce, li chiude nelle catacombe, li esclude dalla vita sociale, in un certo senso li uccide. Comunque sia morto Pasolini, è il berlusconismo sessuale dell’epoca che l’ha ucciso.
PS. Anche per questo articolo, se ci sono e-mail di consenso o dissenso, stanno nella sezione "Dialoghi con i lettori".