Quotidiani delle Venezie, 15 dicembre 2009
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articoli » 22 ottobre 2006
Hanno spaccato la faccia a Berlusconi. Tornano gli Anni di piombo?
Tornano gli anni di piombo? Con tutte le nostre forze speriamo di no, ma sentiamo con angoscia che non è impossibile rispondere di sì. L'aggressore che ha "spaccato la faccia" al presidente del consiglio è uno fuori-di-testa, che non rappresenta nessun altro, o dietro di lui c'è o ci può essere un seguito? Tutti noi ci siamo augurati, e in molti l'abbiamo anche scritto, che il cosiddetto "psicolabile" abbia nel cervello il caos, non una spiegazione del folle gesto che ha compiuto, non un sistema. Invece il sistema ce l'ha. Ha retto l'interrogatorio di 4 ore. Ha spiegato che il suo odio ha due bersagli, il Pdl e Berlusconi. E che questo odio non trovava modo di sfogarsi. C'è tutta un'area politica che vede in Berlusconi non un politico da contrastare ma un male da eliminare, anzi il Male, politico, morale, sociale. Non si tratta di vivere e fare politica sconfiggendo Berlusconi e relegandolo all'opposizione, no, qui si tratta di vivere in una società e lavorare in una politica nelle quali Berlusconi non ci deve essere. Non è avversione partitica o politica. È odio esistenziale. Questo spiega l'ondata di congratulazioni e ringraziamenti che l'attentatore ha sollevato su Facebook. Chi combatte il male e fa il bene è "santo", dunque l'attentatore va fatto "santo subito". Vedendo Berlusconi con la faccia sanguinante, cinque denti rotti, le labbra gonfie, la bocca spalancata e gli occhi intorbidati, non tutti i leaders avversari gli hanno espresso solidarietà. Di Pietro ha detto che "è un provocatore". Provate a mettere in fila queste espressioni: ha provocato, se l'è cercata, se lo merita, gli sta bene. Ognuna di queste espressioni è coerente con le altre. Dire "è un provocatore" va d'accordo col dire "gli sta bene". Allora è chiaro che "pietà l'è morta". È una lotta senza quartiere, si combatte fin che l'avversario crolla per terra. Fisicamente. Sarà uno psicolabile, l'aggressore, ma l'aria che respira lui è l'aria che respiriamo tutti. Al presidente del consiglio con la faccia che grondava sangue Rosy Bindi s'è rivolta con un'espressione spietata: "Non faccia la vittima". In questa espressione si può sentirne un'altra: "Le vittime sono altri". E cioè: gli altri sono sue vittime. E dunque, è stato colpito da una reazione sana.
Segnalato così l'acme dell'avversione politica che diventa odio da parte della sinistra verso Berlusconi, parrebbe difficile poter indicare, dalla parte di Berlusconi, una violenza politica altrettanto marcata. Eppure c'è. Sono proprio questi i giorni in cui ha portato alla massima evidenza un'accusa alla Magistratura fino al suo grado più alto, la Corte Costituzionale. Dicendo che "in Italia non si può governare e fare le leggi, perché la Corte Costituzionale si attribuisce il potere di annullare quelle leggi per far spazio ad altre, e in questo modo usurpa il ruolo che spetta al parlamento", il premier ha semplicemente detto, lo sappia o no (ma credo che lo sappia), che in Italia è in atto un colpo di Stato ad opera della Magistratura, e segnatamente della Corte Costituzionale. È un colpo di Stato strisciante, che va avanti da anni: almeno dai tre ultimi presidenti della repubblica. E adesso esplode. Non c'è altro rimedio che rifare la repubblica da zero, riscrivere la Costituzione. Per chi rispetta la Costituzione come carta sacra su cui è fondata la repubblica, la minaccia di una sua riscrittura è essa un colpo di Stato. Questo è il clima in cui viviamo. Le regole della convivenza sono saltate. Hanno spaccato una testa. Poteva andare peggio. È doloroso ammetterlo, ma può ancora andare peggio.
PS. Albert Gardin, Sandro Damiani, Renzo Montagnoli, Ezio Franzutti, Erasmo Flace hanno qualcosa da osservare: vedi i "Dialoghi con i lettori".