Pubblicità - Advertisement
Il sito ufficiale di Ferdinando Camon

Ferdinando Camon

 

La "soluzione finale" per i clandestini

Quotidiani delle Venezie 28 agosto 2009



 

 
La Lega Nord di Mirano ha smentito, ha cancellato tutto, di corsa, veloce come un treno. Accettiamo la smentita. Ma chiunque sia stato, anche se fosse stato "solo" uno scherzo, ha compiuto un'infamia. E questa infamia non si può difendere da nessun punto di vista: non della resistenza all'immigrazione, non delle carceri piene, non dei senza-documenti che girano per le strade. Peccato che il termine "porcata" sia stato usato, dal leghista Calderoli, per la nuova legge elettorale: sarebbe perfetto per definire questa operazione.
Descriviamola.
Su Facebook è rimasto a lungo il logo circolare con la scritta "Lega Nord", "Padania", Alberto da Giussano, e sotto il grido di battaglia: "Immigrati clandestini: torturali! E' legittima difesa". Facebook è un network che aggrega amici, li lega in un gruppo dentro il quale si condividono i messaggi. Ripetiamo il grido di raccolta: "Tortura gli immigrati clandestini, è legittima difesa". Immigrati clandestini è un concetto che solleva nella nostra mente i barconi in cui si agitano cinque-dieci moribondi, affamati, assetati, cotti dal sole, con lo scheletro anchilosato che non li regge in piedi, e i fantasmi di dieci-trenta morti che non ci sono più, sono stati buttati a mare perché erano zavorra. A volte è giunto anche qualche cadavere, ma perché i vivi (chiamiamoli così) non avevano più la forza di sollevarlo sulla sponda e rovesciarlo fuori. Di fronte a queste scene, sforzandoci, ma sforzandoci molto, possiamo capire che uno provi (invece che pietà) anche preoccupazione: arrivano in troppi, e adesso dove li mettiamo, ma Malta perché non li trattiene, ma l'Europa perché non ci aiuta, ma Gheddafi perché li lascia partire. È difficile ammettere un sentimento del genere, perché in fin dei conti son passati duemila anni di Cristianesimo, mica un giorno. E poi non occorre essere cristiani (non è così semplice), basta essere umani, che è una condizione nella quale tutti dovremmo riconoscerci: tu vedi un uomo morire, hai pietà di lui perché hai pietà di te, anche tu sei uomo, e potresti morire come lui. L'essere umano si vede da questo. E' l'animale che, se ti vede sfinito, ti corre addosso per mangiarti. Nei documentari sugli animali, nelle tv d'estate, vediamo spesso la tigre seguire un elefante moribondo, e quando il pachiderma stramazza la belva feroce si accosta lemme lemme e comincia a rosicchiarlo. Probabilmente lei gode. E godono, ad ascoltar le loro parole, questi infami che mettono in Internet l'invito a torturare gli immigrati clandestini. Anche se lo fanno "solo" per sbertucciare la Lega. Vengono qui mezzo morti, ammazziamoli del tutto, con la nicciana gioia dei superuomini sugli uomini inferiori. I sopravvissuti del lager raccontano che i kapò, quando un detenuto cadeva a terra, gli tiravano un calcio. È un retaggio dell'età della pietra, quando "homo homini lupus". Questi infami, gli autori del volantino, hanno dunque una soluzione in mente per i disperati della Terra: il lager. Non per "lasciarli morire", ma per "aiutarli a morire". Non con la rassegnazione che la situazione è disperata, ma con la gioia che, per noi, la situazione è buona. Più li torturiamo, più godiamo. Più muoiono, più stiamo bene. La nostra difesa (legittima) sarà garantita quando li avremo fatti fuori tutti. Il problema dei clandestini ha varie soluzioni, tutte difficili e incomplete. Facile e completa è solo questa: la soluzione finale.

Contattare il webmaster | design © 2005 A R T I F E X
© 2001-2005 Ferdinando Camon.
Ai sensi della legge 62/2001, si precisa che il presente sito non è soggetto all'obbligo dell'iscrizione nel registro della stampa, poiché è aggiornato a intervalli non regolari. Il sito è ospitato da Register