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Ferdinando Camon

 

Vacanze finite, restano i problemi

Quotidiani delle Venezie 17 agosto 2009


Comincia un anno nuovo: la vera fine dell'anno (lavorativo, politico, scolastico) coincide col Ferragosto. L'estate, l'ho detto altre volte, è una stagione pericolosa: in estate di solito arrivano crisi di governo, stangate, casse integrazione, crolli in Borsa, riforme fiscali, e insomma gli eventi che devono cogliere il popolo semi-addormentato. Ci siamo dunque: si riparte. E come si riparte? Qual è la condizione del governo, della sicurezza, delle banche, della crisi, delle riforme? Vediamo un po'.
Berlusconi ha un problema con la Chiesa, il che vuol dire con l'elettorato cattolico. Il problema è stato aperto da due organi cattolici, il quotidiano "Avvenire" e il settimanale "Famiglia cristiana". E riguarda ciò che nei Vangeli si chiama "scandalo": il capo del governo prima ha negato di dare scandalo, presentandosi come vittima di calunnie, e alla fine lo ha ammesso come atto interno alla sua libertà individuale, e quindi accusando la stampa di violazione della sua libertà. La polemica è feroce, perché il tema è forte (la libertà) ma la provocazione è più forte: lo scandalo è rimbalzato su tutta la stampa internazionale. Siamo in  estate, alcuni di noi girano per il mondo: non fanno in tempo a qualificarsi come italiani, che subito vengono irrisi come cittadini di uno Stato in cui nelle stanze del comando girano le prostitute. I due organi cattolici che denunciano lo scandalo possono erodere il consenso popolare di Berlusconi, non revocarlo. Potrebbe revocarlo il Vaticano. Ma il Vaticano non parla. E qui c'è un altro problema: una parte dei cattolici si domanda se la Chiesa sia reticente. Non c'è dubbio che questa è la prima grossa novità dell'estate: Berlusconi indebolito. Non è stato indebolito dal PD. S'è indebolito da solo. Non credo che cadrà. E se cadesse, non credo che il PD lo sostituirebbe: il PD è fuori giuoco.
La Lega lancia il progetto estremo, introdurre i dialetti nella scuola. È un progetto anti-storico: la storia va verso la mondializzazione, l'Italia andrebbe verso la regionalizzazione, anzi la provincializzazione. Pensavamo che l'Europa avrebbe introdotto una sua bandiera, e un suo senso dello Stato: sarebbe diventata la nuova patria, in sostituzione delle patrie nazionali. In Italia si pensa di ripristinare o creare ex novo le bandiere regionali. Eravamo la patria di Machiavelli, e del suo principio della prevalenza dell'interesse statale. Diventeremo la patria di Guicciardini, e del suo interesse particulare. Andiamo indietro.
La crisi: l'America ha battuto due colpi forti, per la soluzione della crisi. Obama in persona ha chiesto nuove norme contro le banche e i banchieri da cui la crisi è partita. In Italia abbiamo grandi scandali finanziari impuniti da decenni, e processi non solo non si concludono, ma non entrano mai nel vivo. Dalla crisi si può uscire in un solo modo: trasformandola in una lezione, che punisca i colpevoli. Da noi non avviene. L'America ha chiesto, e ottenuto, dalle banche svizzere, una lunga (non sterminata, ma comunque lunga) lista di evasori, e una parziale abolizione del segreto bancario. Noi non facciamo nulla di simile. Eppure abbiamo anche noi una massiccia evasione in Svizzera. La battaglia contro l'evasione è difficile vincerla, ma stiamo veramente combattendola?
Sicurezza: un dato crudele è arrivato il 10 agosto, nel cuore del sonno estivo: i clandestini in Italia superano il milione. Non lo dice la Lega, lo dice la Caritas. Certo, clandestini non vuol dire malavitosi, ma uno Stato con un milione di clandestini non è ben governato, è fuori controllo. In questo clima torniamo a casa, in ufficio, in fabbrica. Abbiamo fatto vacanze brevi, risparmiose, allarmate. Torniamo a lavorare più allarmati di quando siamo partiti.

PS: Erasmo Flace ha qualcosa da aggiungere, vedi "Dialoghi con i lettori".

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