Quotidiani delle Venezie 22 luglio 2009
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Tesserati del PD, calo drammatico, perché?
I dati che arrivano, sul tesseramento del PD, erano, ieri sera, bruttissimi: un calo del 30 % sulla quota prevista. La quota prevista risultava dalla somma tra tesserati dei Ds e tesserati della Margherita, prima dello scioglimento. I DS erano sui 600mila, i margheritini sui 400mila. Insieme fanno un milione tondo: quello è il numero magico che il PD si proponeva di raggiungere. Le condizioni per un simile risultato c'erano tutte: la storia che stiamo attraversando presenta mille ragioni perché la società crei un forte partito di sinistra, democratico, senza traccia di marxismo-leninismo, filo-occidentale, interno alla Nato, legato ai sindacati, diretto da politici nuovi, che sanno quanto costa un chilo di pane e un litro di latte. Questi poi son giorni drammatici per il grande avversario del PD: il capo del governo è incastrato da intercettazioni messe in onda nei siti dei più potenti giornali italiani ed europei, in cui si sente una escort parlare come padrona del suo cuore, del suo cervello e di qualcos'altro. Un incontro prima, e uno dopo un viaggio a Mosca. Mosca chiusa a sandwich tra due incontri con una escort. Se cè qualche mio lettore che non sa cos'è una escort, gli giro la spiegazione che m'ha dato un amico che se n'intende: una prostituta lo sai prima, una escort lo sai dopo. La stampa cattolica abbandona il premier. La crisi morde in tutte le famiglie. La gente che va in vacanza è il 30% meno dell'anno scorso. Il dubbio era: il PD farà il pieno di tesserati, ma poi resteranno? Scrivo questo articolo col computer portatile sulle ginocchia, in una splendida spiaggia libera della Maremma: qui vicino si svolge ogni anno una festa dell'Unità (ora del Partito Democratico) dove sabato prossimo parlerà Zanonato: gli altri anni era piena, quest'anno quattro gatti, per dirla alla TG3. La voglia di sinistra c'è, tant'è vero che l'Italia dei Valori cresce continuamente, allora perché il PD non tira? Il problema sta nel nemico, nella società, nell'elettorato, nei media o nel PD?
Dove sabato parlerà Zanonato, l'anno scorso parlava Fioroni. E' venuto, grasso e gonfio, e s'è seduto aspettando ascoltatori. Se n'è presentato uno solo: io. Gli ho detto: ministro (anche se non lo era più, uno lo resta sempre), io ci sono, parli. Se n'è andato. Maleducato. Rimasto solo, guardavo le coppie incanutite che ballavano in una piazzuola, e mi son chiesto: ma in fondo perché questi poveracci dovrebbero ascoltare un politico di sinistra? Trent'anni fa mi dicevo: se un giornale sbatte in prima pagina un articolo su Claudio Martelli, io lo salto. Oggi se trovo Fassino, volto pagina. Le cose da dire "da sinistra" sono tante, ma questa sinistra che è PD e che fu Ds e prima ancora PDS e prima ancora PCI non le può dire o, se le dice, non può pretendere di essere ascoltata. Io temo che i tesserati che mancano al PD siano quelli che son morti: se muore un vecchio, non c'è un giovane che gli subentra. Vecchi i dirigenti PD, vecchi i votanti PD. Sotto casa mia, a Padova, è nata una sezione dell'IDV: la dirige un giovane energico, che salta come un grillo. C'è a Torino un filosofo (lo considero un grande, perché ha fondato un sistema: in filosofia come in letteratura grande è chi fonda una scuola, non chi frequenta una scuola) che ripete: in Italia c'è una sola sinistra, Di Pietro. Non concordo con Gianni Vattimo su Di Pietro, ma concordo sulla mancanza di un'altra sinistra. Temo che il PD deva compiere l'ultimo passo della sua formazione: dichiararsi anticomunista. Non a-comunista, non basta. Chi si dichiara a-comunista in realtà è comunista. A destra ci sono un sacco di parlamentari che si dichiarano a-fascisti, non anti-fascisti, perché sono fascisti. Ma se il PD si dichiara anti-comunista, tutti i suoi dirigenti piciisti devono andarsene. E' questo il problema.