"La Stampa - Tuttolibri" 27 giugno 2009
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Einaudi, Adelphi, Gallimard
"Non c'è un solo libro Einaudi che un lettore non dovrebbe avere" diceva Pratolini. "Einaudi prosperava sotto la cappa del sovietismo ottundente che gravava su tutta la sinistra culturale in Europa" dice Roberto Calasso. Pratolini aveva ragione allora, Calasso ha ragione oggi. Einaudi costruiva il catalogo intorno a un gruppo, e il catalogo nato da un gruppo muore col gruppo. Il catalogo nato da un direttore muore col direttore. Il limite è la monocrazia, la dittatura di un (solo) gusto. Anche il catalogo Adelphi risente di un gusto personale: Pratolini direbbe oggi di Adelphi quel che diceva allora di Einaudi. E domani un altro Calasso dirà della Adelphi quel che Roberto dice di Einaudi. Calasso vede la durata nel catalogo Gallimard, e credo di sapere perché: i libri Gallimard vengono scelti da consulenti (tre) nessuno dei quali conosce gli altri, ognuno dà un voto e ne risponde in futuro. I consulenti cambiano. Cambia il gusto. Come cambiano i lettori.