Quotidiani delle Venezie 4 maggio 2009
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Divorzio Berlusconi-Veronica: adultèri televisivi
Perché Veronica vuol separarsi da Silvio? Lui l'ha forse tradita, ci sono le prove? Non ci sono (che si sappia) adultèri reali, ma ci sono tanti adultèri televisivi. Silvio che sta con una simpatizzante politica, molto giovane e carina, e dichiara in tv che "se non fosse già sposato la sposerebbe subito", di fatto, et coram populo, squalifica la moglie a zavorra: lui vorrebbe correre verso la felicità, ma purtroppo la moglie è una palla al piede, lo inchioda. Non è un tradimento compiuto e nascosto e negato. Di tradimenti nascosti e negati è piena la storia dei potenti e la biografia dei deboli. Vengono vissuti con un senso di rimorso, che è il prezzo della redenzione. Quello di Berlusconi, anzi quelli di Berlusconi (perché di "tradimenti televisivi" ne ha commessi altri, con le veline candidate e con la diciottenne al cui compleanno s'è fiondato, mentre ai compleanni dei figli non si era mai fatto vedere: un modo con cui rivela che i legami con la ragazzina diciottenne son più forti dei legami con i figli di sangue), non sono tradimenti reali, ma sono tradimenti pubblici. Per la "zavorra", Veronica chiese e ottenne le scuse pubbliche. Per la diciottenne e il "ciarpame senza pudore" vuole la separazione. Gli adultèri televisivi, mostrati al mondo, la offendono più di un adulterio reale, segreto e nascosto. Lei applica il sistema di lui. È lui a dichiarare che la tv è più della realtà.
L'annuncio che Veronica vuol divorziare da Silvio è un evento politico, perché molto consenso su Berlusconi dipende dal fatto che lui è visto come un uomo dal successo totale, economico, politico, pubblico e privato. È l'uomo che vince. Oggi perde. Non perde perché ha tentato una conquista non riuscita. Perde perché viene rifiutato. Dalla moglie. E cioè: rifiutato come uomo. La donna che lo conosce a fondo, che ha spartito con lui trent'anni di vita, costruendo una famiglia numerosa, ieri non voleva più né vivere, né dormire, né parlare con lui. Su Berlusconi è un vulnus che lo trafigge: se Berlusconi è quattro Berlusconi, politico imprenditore marito e premier, lei li trafigge tutti e quattro. Si diceva: la moglie lotta ma non divorzia, perché lui è 9 miliardi di euro, non si può divorziare da 18mila miliardi di lire. Veronica divorzia. Si diceva: lui dà visibilità, con lui si è nel faro di luce, senza di lui si piomba nel cono d'ombra. Lei rifiuta la luce, preferisce l'ombra. Lei, la moglie. Intorno a lui, un nugolo di ragazze e ragazzine che per entrare nella sua luce e spartirne un raggio, hanno accettato pettegolezzi, malignità, insinuazioni, e perfino vergogne, meritate o immeritate. Umanamente e femminilmente, c'è un abisso fra la dignità della moglie e l'indegnità delle amiche. Le chiamiamo amiche, perché non sappiamo cosa sono. Non abbiamo sentito le telefonate fra lui e questa e quella e quell'altra. Ci hanno risposto che sono telefonate private, abbiamo opposto che il privato dei governanti è pubblico, ma abbiamo perduto. Restiamo dell'idea che quelle telefonate, se esistono e se dicono quel che si dice, sono importanti per chi vuol conoscere il potere. Il potere dei governanti riguarda i governati. Berlusconi aveva un altro conflitto d'interessi, stavolta nel campo dell'eros. Ha certamente amato questa donna, la conobbe che era già sposato, e decise di averla. Lei era molto bella (è ancora bella, ha i suoi anni, ma li porta bene) e lui era molto potente. Il matrimonio poggiava su un fragile equilibrio: potere-bellezza. Il primo è cresciuto sempre di più, la seconda è calata sempre di più. Il potere vuole altre bellezze. Stare con le diciottenni per un 73enne è (lo dice la psicanalisi) come ripartire da capo con la vita, tornare ragazzo. Ma vedere il marito abbandonarla per l'età dà alla moglie un senso di fine della vita, si sente buttata via. È l'oltraggio massimo che una donna possa patire. Gli adultèri televisivi feriscono più di quelli nascosti in privato.