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Ferdinando Camon

 

Massacro di Gorgo,lo scrittore Bettin mette una taglia

"La Stampa" 24 aprile 2009



La notizia è questa: Bettin mette una taglia sul quarto uomo di Gorgo. Gianfranco Bettin ha sempre lavorato in politica a sinistra, come prosindaco di Mestre e consigliere regionale; scrive libri di sinistra, libri-denuncia, aspri e duraturi. Ha raccontato il malessere di Marghera, i mostri come Maso, e ora i mostri come gli assassini di Gorgo.  A Gorgo, nel trevigiano, è avvenuto uno dei più orrendi crimini di questi anni: i coniugi Pellicciardi, custodi di una villa, sono stati torturati a morte con coltelli, martelli e cacciaviti da una banda dell'est. Due criminali sono in carcere, un terzo si è suicidato, ma un quarto è ancora libero, e non più ricercato. Nel libro che  esce oggi da Feltrinelli, intitolato "Gorgo. In fondo alla paura", Bettin avanza una proposta choccante: una taglia sul quarto uomo. Diecimila euro. È pronto a pagarla di tasca sua. Il mio primo libro uscì nel '70 con una prefazione di Pasolini, ristampandolo adesso ho chiesto una post-fazione di Bettin: perché sento Bettin come un Pasolini rinato. Chiaro che, leggendo la proposta della taglia, lo chiamo.
- Consigliere, ma la taglia non è uno strumento di destra?
- Io voglio dare un contributo da privato cittadino, per catturare un efferato criminale: catturare i criminali non può essere solo di destra.
- Tecnicamente, come funziona questa taglia? Chi conosce il quarto assassino fa una telefonata a lei, lei gli manda l'assegno e avverte la polizia?
- Se qualcuno sa qualcosa che possa riaprire le indagini,  sono pronto a dargli 10.000 euro. Ho detto diecimila euro perché la taglia proposta  dall'Amministrazione Provinciale di Treviso, nell'emozione del momento, era di 10.000 euro. Ma quella era un'istituzione, e le istituzioni non possono usare questi mezzi. Può farlo un privato.
- È certo che esiste il quarto uomo?
- È certo: lo riconosce ufficialmente il pm, fin dal primo grado.
- Ed è certo che è uno dei due esecutori materiali del doppio omicidio?
- È certo anche questo. È il più pericoloso e il più "professionale". La sua presenza come assassino è provata dalle perizie e dalla confessione di quello che poi si è suicidato. Ne ha fatto anche il nome.
- Quindi, si cerca un uomo con nome e cognome?
- È così. Questo è arrivato all'ultimo momento, da fuori, in motorino, non  s'è fatto vedere da nessuno…
- È il più furbo: gli altri sono stupidi, han girato intorno alla villa quattro volte prima del colpo. I criminali albanesi e romeni hanno due caratteristiche: sono feroci e sono stupidi. Ammazzano con bastoni o coltelli, e dopo usano il cellulare della vittima.
- Questo no. Questo è furbo. Non si è fatto vedere dal romeno, ma solo dai due che dovevano partecipare alla rapina. Usava i guanti.  Non aveva con sé neanche il telefonino. Non si era fatto di cocaina.  Era feroce, ma mirava a uno scopo.
- Quindi, che sia ancora in circolazione, è un pericolo per la società?
- Un grosso pericolo, perché questo ha saputo fare un "delitto perfetto". Adesso ci vuole qualcosa che faccia ripartire le indagini. Se la taglia serve, son pronto a pagarla. Una taglia messa dalle istituzioni durante le indagini metteva in moto valanghe di mitomani e intralciava i lavori. In questo momento, una taglia non intralcia niente, perché non c'è niente in moto. Potrebbe servire a stimolare.
- Questri albanesi, romeni, spacciatori, zingari, formano nel suo libro una rete intricata, e l'impressione è che ne siamo imprigionati.
- Imprigionati no, ma viviamo vicino a questo sottobosco intricato, in cui peraltro si muovono anche italiani…
- Malavitosi.
- Malavitosi, certo. Seguendo le tracce di questo doppio delitto, si vede chi tiene la pistola, chi tiene la droga, chi ospita prostitute, l'italiano complice…: qui il complice romeno lo chiama e gli chiede: "Cosa faccio? Mi costituisco?",   ma l'italiano gli conisiglia di non immischirasi.
- Gli italiani formano la "zona grigia"?
- Esatto, c'è una zona grigia intorno alla zona nera. Non siamo imprigionati, però ce li abbiamo intorno. Le politiche della repressione sono fallite. Da una parte sono state ostacolate anche da un buonismo stupido, e dall'altra sono state rese inutili da un cattivismo stupido che invece di prendere la mira, spara a caso. Colpendo i più esposti, non i peggiori. I furbi riescono a farla franca.
- Se si pensa a una taglia, non diventa possibile dialogare con i sindaci-sceriffi, tipo Tosi e Bitonci?
- Spesso quel tipo di approccio non distingue, colpisce nel mucchio,  e predilige l'insieme degli immigrati come bersaglio di politiche discriminatorie (e stigmatizzanti), col risultato, tra l'altro, di  
aumentare la contiguità e la compenetrazione non solo tra regolari e irregolari ma anche tra delinquenti e persone per bene.
- Però sono pronto a scommettere: da domani Gianfranco Bettin, il mio personale Pasolini rinato, correrà sulla stampa come il primo scrittore-sceriffo.
- Domani preferirei avere un'altra notizia: qualcuno che sa, finalmente parla.

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