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Ferdinando Camon

 

Padre incestuoso, animale preistorico

Quotidiani delle Venezie 20 marzo 2009


Mentre scrivo questo articolo, molti casi di violenze sessuali in famiglia stanno sul monitor del mio computer, perché sono recenti, di questa settimana: a Verona un 42nne stupra la nipote di 10 anni, poi si pente e va dai carabinieri: arrestato; a Lecco un uomo è sospettato di abusi su cinque bambine sotto i 14 anni: arrestato; in Sicilia tre giovanissimi zii fanno violenze su cinque sorelline: arrestati. Ma questa che vien dalla civile, cattolica, casalinga Austria è la più immensa e spaventosa violenza di un padre su una figlia: l'ha sequestrata che aveva 17 anni, l'ha tenuta segregata per 24 anni, l'ha stuprata (calcolo dei giudici) circa 3mila volte, le ha fatto partorire 7 figli, dei quali la donna è sorella-madre, lui è padre-nonno, e loro non sapranno mai cosa sono. La lingua non ha ancora inventato le parole per esprimere queste realtà. Perché la lingua cammina, mentre il crimine corre. Ieri è arrivata la sentenza: ergastolo. Prima osservazione: ergastolo perché l'uomo (come dice Manzoni, non ci regge il cuore di chiamarlo padre) ha ammesso che la morte di uno dei figli-nipoti è colpa sua, appena nato stava male, poi è morto e lui ha dissolto il cadavere in fumo mettendolo nel forno, tedescamente. "C'era il tempo per chiamare un medico?" ha chiesto il pm. E lui: "Ja". Per quello "ja" va all'ergastolo. E la nostra domanda è: perché, le altre colpe non bastavano? Alla figlia non ha inflitto qualche cosa di più e di peggio che la morte? Ventriquattro anni di segregazione e tremila stupri non sono come se l'avesse uccisa milioni di volte? Se per queste colpe la lingua non ha ancora le parole, il diritto non ha ancora le leggi. Sono "al di là" del dicibile e "al di là" del punibile. Vorrei tanto che questo fosse un caso di padre mostruoso, solo il padre, e non anche la famiglia. Ma sulla famiglia pesano dei dubbi. Mi pare strano che la moglie di quest'uomo non sapesse niente. I vicini dicono di non aver mai sospettato, e visti i rapporti che corrono nelle città tra vicini, la cosa è possibile. Io abito al quinto piano, nell'appartamento di fronte al mio un ragazzino moriva di cancro, ci ha messo mesi, nessuno sapeva nulla. Dopo la sua morte padre e madre sono andati via, han messo in vendita il garage, tutti ci siamo fiondati. Un garage in vendita scatena cupidigie e telefonate, un bambino che muore non ci scuote dall'apatia. Può darsi, ripeto, che i vicini non sapessero. Ma la madre? In fin dei conti la figlia era stata catturata in un raptus, nel seminterrato, ed è rimasta legata lì per 24 anni, ha partorito 7 volte, 3 dei figli il padre stupratore li portò di sopra e li affidò alla moglie, e questa riceve tra le mani un neonato dopo l'altro e non si fa domande? I figli venivano portati su dalla cantina, chi li fa in cantina? Il non-farsi-domande è tipico delle mogli dei mariti incestuosi. L'incesto è una bomba nel cervello della madre, il cervello si spappola. Perché il cervello non si spappoli, devi impedire che la bomba esploda. Negare la realtà, proibirti di capire. Le figlie vittime di incesto hanno madri che si proibiscono di capire. Ma qui siamo in un tribunale, e il tribunale ha ritenuto che in un incesto ripetuto 3mila volte per 24 anni col risultato di 7 figli la madre, che camminava tre metri più sopra, potesse non saper nulla? Con molta probabilità, la figlia ha patito questa sorte non solo perché il padre non era un padre, ma perché la famiglia non era una famiglia. Rileggiamo i casi di violenza sulle bambine che citavo all'inizio, c'è lo stupratore della nipote di 10 anni che va dai carabinieri e confessa: sì, ma perché la madre della piccola ormai sospettava, e si preparava ad andare lei dai carabinieri: l'uomo è stato più veloce, ed è corso per primo. Complimenti alla signora. Sua figlia potrà sempre dire: ho una madre. Ma qui, la povera figlia austriaca? Darwin, in un passo della "Evoluzione delle specie", sostiene che il tabù dell'incesto fu introdotto nel neolitico, prima dei primi villaggi. Gli uomini s'erano accorti che finché i padri si facevano le figlie, e i fratelli le sorelle, la famiglia non poteva nascere. L'incesto divenne un tabù, e fu l'inizio della civiltà. Ecco, i casi di incesto che la cronaca dei nostri giorni ci sbatte in faccia, sono casi in cui la civiltà ha fallito. Il padre che si fa tremila volte la figlia non è un padre. Non è neanche un uomo. E' un animale preistorico.

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